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FORMIGINE 

Asilo Neri, muri scrostati «Troppa umidità, zero lavori»

Stefania Piscitello
Asilo Neri, muri scrostati «Troppa umidità, zero lavori»

La protesta di una mamma che punta il dito sulle condizioni precarie della scuola L’assessore Sarracino: «Ritardi nella manutenzione per i blocchi del Covid»

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I genitori della scuola d’infanzia Sergio Neri, inaugurata meno di quindici anni fa con la giunta Richeldi, insorgono. L’edificio, di recente costruzione, presenta infatti già numerosi problemi.

Secondo le loro testimonianze, le problematiche si sarebbero presentate sin dal primo anno dall’apertura della scuola. Le segnalazioni, nel corso degli anni sono state diverse; l’ultima, presentata in Comune da alcuni genitori a gennaio. Adesso è Marina Messori, consigliere Fdi, a sollevare i problemi. «I cittadini - spiega - mi hanno detto di avere già fatto diverse segnalazioni, invano. Se non ci saranno risposte presento un’interrogazione».

A descrivere le condizioni dell’edificio è la mamma di un alunno. «Sin dall’inaugurazione – dice – sono cominciati i problemi di risalita di umidità dai muri. Quelli dei dormitori hanno l’intonaco scrostato fino a un metro e mezzo da terra. Le maestre l’anno scorso hanno spostato le brandine dei bimbi dai muri perché c’è la muffa».

Ma c’è di più: «Le macchie di umidità, i muri scrostati ormai si vedono anche da fuori. II tetto non è coibentato, quindi quando piove entra l’acqua all’interno. E poi problemi alle grondaie e fuori si formano pozzanghere enormi e ristagni d’acqua».

Ci sarebbe poi anche un problema al cancelletto d’ingresso: a causa di un’infiltrazione d’acqua lì vicino nei giorni scorsi è stato transennato. «Lo avevano riparato una decina di giorni fa. E qualche giorno fa era di nuovo bloccato». Dalla scorsa primavera, in una finestra del dormitorio si è rotta una tenda parasole e, testimonia ancora la donna: «Le maestre stanno usando i sacchi neri dell’immondizia per oscurare le finestre e fare dormire i bimbi».

L’assessore Simona Sarracino spiega: «Conosco i problemi di tutte le scuole. Sappiamo quali sono gli interventi da fare, ma a seguito del lockdown eravamo concentrati sulla ripartenza delle scuole secondo tutti i protocolli, era una corsa contro il tempo».

«Sino a oggi - continua - stiamo portando interventi nelle aree esterne degli istituti, come al Ginzuburg. È chiaro che con l’attività scolastica partita è più complesso fare interventi negli interni, in genere queste cose si fanno nel periodo di Natale, Pasqua o d’estate. Ora, data la situazione di emergenza, portare persone esterne, come gli operai delle ditte, all’interno degli istituti, risulta più complesso». Ma assicura: «Non si sottovaluta niente, verranno risolte le criticità compatibilmente coi tempi necessari. Non ci siamo fermati un momento da luglio». Le problematiche però, stando ai genitori: «Vanno avanti da anni. Ad ogni riunione se ne parla. Siamo stanchi, e le maestre sono con noi». E Messori conclude: «Sono interventi da fare in tempi celeri, soprattutto quelli che riguardano la muffa». —

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