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La semina a mano: dal cuore alla terra

La semina a mano: dal cuore alla terra

A Pompeano è andato in scena il “rito” d’altri tempi Come il caseificio Santa Rita solo altre sei realtà in Italia 

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SERRA

Il giorno della semina a mano è sempre stato speciale al caseificio sociale Santa Rita Bio di Pompeano. Ma l’edizione ai tempi del Covid dell’iniziativa “Seminare il futuro”, andata in scena domenica, rimarrà nella memoria come testimonianza di passione che va oltre gli ostacoli. L’azienda agricola biologica infatti è stata tra le sole sette in tutta Italia a portare avanti l’impegno, con una non semplice organizzazione.

La giornatona è iniziata alle 10 al caseificio con i saluti: presenti, tra gli altri, il sindaco Claudio Bartolacelli, l’assessore Simona Pini, Silvia Bartolini (fiduciaria della nuova condotta Slow Food Terre del Frignano) e ovviamente Graziano Poggioli del Santa Rita, anima del progetto. Poi passeggiata fino al Campo delle Vigne (lì a Pompeano verso la Serretta) dell’azienda agricola “La Solforosa” di Giorgia Poggioli per il momento topico: la semina a mano “a spaglio”, con un gesto che parte dal cuore. Un divertimento per i bimbi e sempre un’emozione per gli adulti, nel ricordo di un tempo. Una sessantina i partecipanti, guidati da 13 maestri seminatori. Super esperti come il 93enne Gelasio di Pavullo, Luigi Bernardi di Sant’Annapelago e Gianni Bernardoni di Camatta. Ma anche Aurora e Martina, 14 e 15 anni, in campo per il settimo anno consecutivo.

Si è seminato un grano antico come il verna proveniente dalla coltivazione dell’anno scorso grazie all’agricoltura libera legata al seme fertile non ibrido. Poi in una nicchia (una “parcella”) Marco Bertelli della Crea di Cavezzo ha dato una dimostrazione con una campionatura di 40 varietà.

Energie recuperate col pranzo all’agriturismo “I Cacciatori” o al caseificio (menù biodinamico), quindi via al pomeriggio dove c’è stato da fare per tutti. Per i bimbi innanzitutto, che si sono divertiti a vedere il mulino verticale portato da Rolando Bagatti (autore Renzo Vivi) e col laboratorio “mani in pasta” dove, seguiti dalle rezdore Rina e Carla, hanno fatto pagnottine in forme di fantasie poi cotte e portate a casa per ricordo. Per i grandi invece l’incontro sui grani antichi a cura di Bernardoni e gli interventi di Marco Murgia (Ecor NaturaSì, partner dell’evento) e Franco Berrino. «Edizione contenuta nei numeri ma grande nello spirito di testimonianza» sottolinea Graziano. —

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