Segnaletica e appalti Prisciandaro prescritto
Si è svolta l’udienza in Cassazione del processo scaturito in seguito all’operazione Demiurgo, i cui fatti risalgono al 2011, e che fece luce sul sistema di assegnazione di alcuni appalti pubblici, a Carpi e a Castelfranco, nell’ambito della segnaletica stradale. In particolare, l’operazione mise in risalto l’assegnazione dei lavori ad alcune ditte del settore, tramite un collaudato sistema che poteva contare sull’appoggio di due tecnici comunali, di un intermediario tra i pubblici ufficiali e le ditte accusate.
Quattro imputati avevano presentato, infatti, ricorso rispetto al giudizio di secondo grado espresso dalla Corte d’Appello. Il Comune di Carpi, rappresentato dall’avvocato Luca Scaglione, si è costituito parte civile.
Per quanto riguarda il tecnico dell’ufficio Lavori pubblici del Comune di Carpi, Marco Prisciandaro, si profilerebbe una prescrizione, fatti salvi i capi civii risarcitori. A carico di Prisciandaro è infatti prevista una provvisionale di 10mila euro più altri oneri. Per quanto riguarda le posizioni degli altri tre imputati, la Cassazione ha stabilito che il ricorso è inammissibile. Si tratta di Mario Silvestri, figura che si ritrova sia a Carpi, sia a Castelfranco, ritenuto il mediatore tra i tecnici in questione e le ditte di segnaletica, a carico del quale era stata pronunciata una condanna di tre anni di reclusione. Ancora, l’architetto Nicola Rispoli, all’epoca dei fatti pubblico ufficiale a Castelfranco, condannato a tre anni e un mese di reclusione. Ultimo imputato per il quale è stata decisa l’inammissibilità del ricorso è Giulio Fila, titolare di una delle imprese di segnaletica stradale che concorrevano per gli appalti. —
S.A.
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