Gazzetta di Modena

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Soliera torna a vivere I restauri del centro e lo splendore del Castello Campori

Saverio Cioce

A otto anni dal sisma 18 milioni sono andati ai privati per le case e più di 20 agli edifici pubblici. Piazza rifatta, sotto ci sono cavi in fibra 

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la storia

SOLIERA

A otto anni dal sisma il paese è alle ultime battute per quanto riguarda i restauri dei palazzi nel centro storico.

A fare da leva alla ricostruzione è stato l’ intervento sugli edifici pubblici, a partire dal castello, simbolo della comunità e dal palazzo a fianco dove hanno sede anche uffici e strutture comunali.

Sono infatti stati messi in sicurezza gli edifici che ospitano le scuole elementari a Sozzigalli e Limidi mentre per le scuole Garibaldi siamo alle ultime battute prima dell’ inizio dei lavori, visto che verranno ricostruite di sana pianta liberando l’enorme edificio al centro del paese dove tutti i solieresi hanno imparato a leggere e a scrivere sino al sisma del 2012.

I fondi ovviamente sono arrivati anche ai privati che avevano i requisiti per riceverli.

È pur vero che 80 domande su un totale di 140 presentate sino a tre anni fa, sono state depositate nel biennio successivo al sisma. E nel 2015 se ne sono aggiunte altre 31. Ovviamente le richieste sono state fatte con larghezza, arrivando a un totale di quasi 38 milioni richiesti mentre alla fine la somma dei contributi è arrivato a 18 milioni e 951 mila euro. La metà insomma.

Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti, le distruzioni sono alle spalle.

Soliera nel suo centro storico è tornata rivivere “com’era, dov’era”, come recita lo slogan di ogni ricostruzione nei centri storici.

Ovviamente c'è ottimismo in questa affermazione perchè il restauro ha messo in sicurezza, ad esempio, il castello sei-settecentesco che oggi ospita tra l’altro biblioteca, mostre e sala consiliare. In piazza la pavimentazione è stata rifatta di sana pianta con lastroni di pietra; sotto sono state ammodernate le reti idrauliche ed elettriche.

Il moderno e l’antico devono convivere dopo un trauma che è ancora nella memoria collettiva dei solieresi. Per capire quanto è stata capita la lezione di quelle maledette scosse di otto anni fa basta alzare gli occhi verso i tetti, anche fuori dal centro. Quasi ovunque ci sono rinforzi, puntelli metallici e speciali cinture in carbonio che circondano sui quattro lati le pareti esterne che fanno toccare con mano i passi avanti nella sicurezza.

Una volta esaurite le pratiche e i bandi per i finanziamenti molti lavori sono stati finiti con rapidità anche se ci sono ancora quelli da completare. È il caso ad esempio dei cimiteri, in cui si procede per stralci. Per il miglioramento sismico di quello di Soliera sono stati spesi 420 mila euro, per quello storico di Limidi altri 500 e ben 750 per quello di Sozzigalli.

Ma è sulle scuole che l’impegno è maggiore. Per l’adeguamento sismico delle scuole Sassi in via Loschi sono stati spesi 2.3 milioni, per l’omonima palestra 540 mila euro.

Le scuole di via Roma, le ex Garibaldi, ormai vuote, avranno 2.9 milioni per la sede nuova in cui si faranno sedi di start up e foresteria per iniziative varie. «I lavori effettuati sinora sono stati l’intervento più organico - dice - e massiccio dal dopoguerra anche perchè eravamo obbligati dalle dimensioni dei danni. I fondi c’erano, i progetti li abbiamo preparati in tempi brevi e con la Sovrintendenza a fianco quando si è trattato di mettere mano al Castello Campori. I 900 mila euro spesi per il consolidamento consegnano ai solieresi del futuro un patrimonio inestimabile e completamente restaurato».

Infine l’intero pacchetto di risistemazione del centro, tra condutture, reti e fognature e rifacimento della piazza tocca i 2,9 milioni.

In conclusione tra lavori da fare e da concludere su Soliera la spesa dello Stato per i risarcimenti ai privati per le abitazioni, quella per gli edifici storici e per quelli nuovi ancora da completare sfiora i 40 milioni. —

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