«Platano pericolante temiamo il crollo a ogni temporale e nessuno fa niente»
Leda Zironi e Carlo Degola: «È un vecchioalbero, gigantesco e malato ma non c’è manutenzione, solo rare potature»
Un quartiere è ostaggio di un platano, alto decine di metri, con segni di malattia che, quando cadono le foglie, appaiono evidenti.
Si tratta delle abitazioni che sorgono accanto al complesso di abitazioni popolari all’incrocio con via Pezzana, all’altezza del semaforo.
Le case vicine lamentano da tempo la situazione pericolosa che si è venuta a creare e . In particolare, sono i residenti di via Federico Ferrari che non sopportano più le conseguenze della mancata manutenzione dei platani, soprattutto di un esemplare, nel cortile del caseggiato centrale del complesso popolare dove risiedono decine di famiglie.
«Ho dovuto rivolgermi al mio avvocato il quale ha scritto una lettera ad Acer, che gestisce questi alloggi popolari, per risolvere il problema - rivela uno dei confinanti – In quel caso, dopo la lamentela, la manutenzione è stata fatta. Poi, però, il problema si è ripresentato. Le foglie cadono sul tetto e, oltre a intasare le grondaie, appesantiscono la struttura. Noi preghiamo ogni giorno che non succeda il peggio. Anni fa sono venuti a potare, ma hanno tagliato solo una parte, non l’altra perché altrimenti la pianta poteva sbilanciarsi, ma questo non ha risolto il problema delle foglie».
Nella casa vicina vivono Leda Zironi e il marito Carlo Degola. «Non sappiamo più cosa fare per supplicare che qualcuno venga a potare e tagliare quella pianta malata – dicono – Siamo a rischio ogni giorno: abbiamo anche documentazione fotografica relativa al platano in questione. Ora non si vede nitidamente perché le parti più malate sono coperte dalle foglie, ma è pieno di buchi. E noi temiamo che da un momento all’altro si spezzi e cada sulle nostre case. Qui, nella nostra strada, la stessa paura che abbiamo noi ce l’hanno tutti. Si figuri se non possiamo essere tranquilli nemmeno a casa nostra. Ogni volta che viene un temporale tremiamo e siamo sotto choc». I coniugi Degola hanno addirittura pensato di vendere la propria abitazione. «Siamo arrivati a valutare anche quest’ipotesi perché se qui nessuno fa nulla dobbiamo essere noi a prendere in mano la situazione – dicono – L’ultima volta che sono venuti a vederla è stato prima dello scorso Natale. Poi non è successo nulla. Avevano promesso che sarebbero venuti a fare manutenzione, ma non c’è mai stata. Non vogliamo essere polemici, o cattivi, rivendichiamo soltanto i nostri diritti: delle frasche sono già cadute. Ci siamo già rivolti sia al Comune, sia all’Acer, ma ognuno dei due si rimbalza la responsabilità, così non sappiamo a chi dobbiamo rivolgerci per risolvere definitivamente il problema», concludono Leda e Carlo. —
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