Argini, un piano anti-nutrie Dal 2014 chiuse oltre mille tane
Siglato l’accordo per consentire la prosecuzione dei sopralluoghi Coinvolti 2700 volontari della protezione civile e 500 cacciatori
controlli
L’attività di monitoraggio delle tane scavate dagli animali lungo gli argini dei fiumi proseguirà nel 2021 con il coinvolgimento dei volontari di protezione civile e i cacciatori coadiutori.
E’ quanto previsto nella convenzione tra Provincia, Atc Mo 1 e 2 e Consulta del volontariato di protezione civile, siglata nei giorni scorsi nella sede unificata della protezione civile a Marzaglia, che consente di regolare la prosecuzione, il prossimo anno, dei sopralluoghi periodici alla ricerca delle tane degli animali “fossori”, come nutrie e volpi, ma anche di specie protette, come istrici e tassi, avviata dopo l’alluvione del 2014 sulla base dello specifico piano della Regione dedicato alla sicurezza del nodo idraulico di Modena. In seguito ai drammatici eventi che nel gennaio di sei anni fa portarono all’alluvione a Bastiglia, infatti, erano stati avviati i controlli sulle tane lungo gli argini dei fiumi, dal momento che l’attività di questi roditori e la presenza di migliaia di tane lungo gli argini è stata considerata una delle cause della rottura del Secchia.
Tornando alla convenzione stipulata nei giorni scorsi a Marzaglia, il piano sottoscritto dalla Provincia insieme ad Atc Mo 1 e 2 e Consulta del volontariato di protezione civile garantisce il controllo costante su tutti i 230 chilometri di argini del Panaro, Secchia e Naviglio e sulle casse di espansione, confermando l’impianto organizzativo adottato finora, che ha consentito di individuare e chiudere oltre mille tane, con il coinvolgimento delle associazioni di protezione civile, alle quali partecipano oltre 2.700 volontari, e circa 500 cacciatori coadiutori, tutti appositamente formati.
I monitoraggi sulle tane e altre eventuali criticità, come frane o cedimenti, vengono analizzati periodicamente da uno staff tecnico, composto da diversi enti, Provincia, Protezione civile regionale e Aipo, che ha il compito di programmare i ripristini ed eventualmente l’avvio dei piani di controllo, coordinati dalla polizia provinciale, di nutrie e volpi allo scopo di limitare la presenza degli animali sugli argini dei fiumi. Per quanto riguarda, invece, l’attività di cattura di istrici e tassi, considerate specie protette, la convenzione stipulata nei giorni scorsi in Provincia assicura per tutto il 2021 le risorse regionali necessarie, pari a 25mila euro, per svolgere i sopralluoghi e per potenziare l’attività, anche attivando un sistema di videosorveglianza delle gabbie, con controllo a distanza che consentirà interventi più efficaci e la riduzione dei tempi di permanenza degli animali nelle gabbie. Una volta catturati, istrici e tassi saranno trasferiti e liberati in zone lontano dagli argini.
Sempre per quanto riguarda la sicurezza della rete dei fiumi modenesi, la firma del nuovo accordo per il monitoraggio delle tane ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto con i Comuni sulle attività di monitoraggio e i piani di controllo contro la proliferazione della fauna pericolosa per gli argini. —
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