Cellulari accesi per la sfida Poi tante botte e tifo da stadio
Il video di due ragazzini che si prendono a calci e pugni diventa subito virale Risate di scherno e sostegno tra i giovani spettatori che registrano il duello
MIRANDOLA
Di nuovo Mirandola, ancora una scuola, sempre ragazzini giovanissimi. Stavolta la violenza però esce dalle aule - al contrario di quanto avvenne per il lancio del cestino di un alunno contro un professore - e si palesa in un angolo poco controllato dagli adulti, dove è forse più facile isolarsi e trovare un ring da strada.
C’era una volta la prima regola del “Fight Club”, film cult con Brad Pitt ed Edward Norton, che recitava: non parlare mai del Fight Club. Ora i tempi sono cambiati e il duello è fonte di vanto pubblico, addirittura con richiamo degli spettatori. Era già accaduto nei mesi passati a Modena con il parco Novi Sad diventato teatro di sfide tra contendenti, ora avviene a Mirandola nello spiazzo pedonale tra palestra e scuola.
Il canovaccio è sempre il medesimo: due ragazzini pronti a sfidarsi, a dire il vero neppure troppo vogliosi di lanciarsi in una rissa da strada ma più propensi a difendersi, a non prenderle e ad ascoltare l’umore degli spettatori; un luogo all’aperto lontano dal possibile intervento di genitori o adulti sui generis; un folto pubblico composto da coetanei che si lanciano verbalmente nella contesa, tifando per l’uno o per l’altro, accogliendo con urla di gioia qualche acrobazia volante, infierendo su chi si mostra più debole. E infine ci sono loro, gli immancabili smartphone, utili ad immortalare ogni momento di vita vissuta, non tanto per sé quanto per la schiera di follower o contatti social a cui inoltrare quel momento rubato.
Stavolta si tratta di un video di un minuto e 34 secondi. Ad affrontarsi ci sono due adolescenti che all’apparenza non sembrano neppure maggiorenni. C’è quello più alto che sembra candidarsi ad essere favorito e trova anche il sostegno della stragrande maggioranza dei testimoni che ne applaudono le gesta acrobatiche fatte di qualche calcio e alcuni pugni ben assestati. Di fronte ha un contendente più piccolo, ma ben piazzato. Incassa qualche colpo, si tocca la mandibola, forse sanguina leggermente ma non si arrende. Sembra anche esserci rispetto tra i due, che non si accaniscono in una zuffa, preferendo invece un combattimento più lento, che prevede pause di riflessione magari condite da qualche parola di sfida.
Quello che avviene in via Fermi intanto fa il giro dei cellulari: saranno almeno una ventina quelli puntati sul piazzale che si scorgono durante il video che la Gazzetta ha analizzato. E tra il pubblico ci sono anche delle ragazze, magari meno emotivamente coinvolte ma che non disdegnano il fight club. —
F.D.
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