Allarme per il muro della Rocca Abbandonato, cade a pezzi
Situazione critica in via Verdi dove i mattoni senza protezione finiscono a terra Monumento storico e da tempo si ipotizza la ristrutturazione mai eseguita
Intorno alla zona parco di Sassuolo gira, con diverse ramificazioni, un muro in pietra che appartiene ancora ai tempi della Rocca Ducale. Si snoda per molte centinaia di metri, parti consistenti sono visibili per esempio lungo via Palestro e via Superchia, però poi ha anche delle deviazioni che si insinuano lungo il parco e nei quartieri residenziali della zona. Nello specifico, a dividere viale Verdi e il condominio Mimosa, che dall’altro lato si affaccia su via Indipendenza, c’è un ramo di questo antico muro che davvero non se la passa bene: coperto di edera che contribuisce a sostenerlo ma allo stesso tempo si infila nel manufatto sgretolandolo, ha cominciato a crollare in modo evidente e pericoloso ormai da qualche anno e ora è arrivato probabilmente a un punto di non ritorno.
In viale Verdi 56, ma la situazione è simile anche ai numeri civici vicini, solo una rete da giardino separa la proprietà dalle pietre e tegole del muro crollate. La situazione oltre che scomoda rischia di essere pericolosa, perché non sai mai dove crollerà un altro pezzo di muro.
«Si aprono improvvisamente buchi - spiega un residente -, rotolano pietre e tegole, il muro è costruito in pietra a secco, il suo deterioramento è evidente».
La situazione è stata fatta presente a livello comunale e non solo: perché il problema è che pur essendo solo un muro, si tratta comunque di un manufatto di valore storico, protetto dalla Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici e quindi non può essere né semplicemente abbattuto né, magari, rattoppato in sano e pratico cemento.
«Qualche anno fa un residente ha chiesto di demolire e ricostruire a suo carico, rispettando i disciplinari per un bene storico, e il preventivo era di decine di migliaia di euro», spiegano coloro che si sono interessati alla vicenda. Del muro ducale in effetti si parla da decenni: la parte lungo via Palestro e Superchia era già nei programmi di creazione di un parco fluviale del Secchia ai tempi del sindaco Laura Tosi (secolo scorso), con l’obiettivo di recuperarlo e riportarlo ai fasti del 1600. Ovviamente ogni volta emergono priorità di ordine superiore da risanare nel patrimonio pubblico cittadino, e i soldi per rifare questo muro non si trovano.
Dalla parte opposta a viale Verdi hanno temporaneamente risolto schermandolo con un’impalcatura di pali e rete. Da questo lato gli spazi rispetto alle abitazioni sono minimi: i residenti chiedono all’amministrazione comunale, già informata più volte, di studiare una soluzione, anche temporanea, che eviti ulteriori cadute di sassi e tegole nei giardini delle case: «Ci va bene qualunque soluzione: un’impalcatura, un transennamento, magari una ricostruzione parziale. Tanto nel tempo moltissime parti di questo muro sono state rattoppate in modo non rispondente ai criteri storici. Qualunque sia la risposta, ne vorremmo una».
Anche in altre zone del quartiere Pellicciona si presenta il problema: per esempio le case che confinano con il viale Ducale sono separate dal parco proprio da questa barriera, che sgretolandosi apre buchi nei quali si può insinuare di nascosto anche qualche malintenzionato o ladro di appartamenti. —
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