Il paese è incredulo «Gesto mostruoso a gente per bene»
Crolla il mito dell’isola felice nella frazione dove abitano piloti e ingegneri delle Rosse, e vip dell’industria nazionale «Speriamo che li prendano»
Storditi. Prima ancora che stupiti e terrorizzati gli abitanti di Montale faticano a riprendersi dall’angoscia che attanaglia un pò tutti.
«Ma come anche qui? Una violenza mostruosa per un bottino così piccolo! Speriamo proprio che li prendano». Il commento del neopensionato è la voce della frazione, nel tratto di strada tra i due semafori sulla Nuova Estense, che è il cuore dell’abitato.
Toni, il campione, aggredito e malmenato dai banditi armati di pistola. Un sequestro di fatto; tre donne e due bambini sotto tiro delle pistole nell’attesa dell’agguato, tra il tinello e la cucina di una villa sorvegliata da telecamere.
Toni, il campione che tutti conoscono almeno di vista.
«Impossibile non notarlo - dice il barista - quando corre e fa jogging lo vedi da lontano. Quando viene qui a prendere il caffè è sempre molto cortese anche se ferma giusto il tempo della tazzina».
«Una brava persona - conferma l’edicolante - viene qui a comprare i giornalini e i giochi per la sua bimba». Tutti lo conoscono, dal benzinaio al fornaio, perché fa la vita di un cittadino modello.
«L’ho visto spesso al Conad a far la spesa - dice sgranando gli occhi una signora - Non passa inosservato. A volte viene con la moglie. È proprio un bell’uomo».
È proprio l’aria di piccolo paese ma vicino a tutto che ha permesso a Montale di diventare residenza privilegiata per capitani d’industria, ingegneri del Cavallino e piloti di Formula 1. È di queste parti ad esempio Forghieri, lo storico mago dei motori delle Rosse quando le macchine di Maranello vincevano tutto. E a un tiro di schioppo da qui, a Colombaro, viveva Jean Todt, il potente numero uno delle corse diventato la coppia vincente con Montezemolo. Mentre proprio a Montale aveva scelto di vivere Gilles Villeneuve e Didier Pironi. Senza dimenticare anche i grandi della cultura, come Arrigo Levi, che era di casa quando rientrava dalle capitali europee per fermarsi nella grande abitazione di campagna.
E ora lo sfregio, la vetrina infranta. Rimane l’ordine, le grandi ville immerse nel verde, parchi ben tenuti. Tutto quello che nel 1970 lanciò la frazione come la “Beverly Hills” di Modena, con case da favola, piscine e campi da tennis interni. Da queste parti, tanto per dire, abita l’ex presidente di Confindustria Guidalberto Guidi, già potente presidente di Confindustria oltre che nei consigli d’amministrazione di una quarantina di società, Fiat e Ferrari comprese. Ma se si toglie ai vip la tranquillità di uscire di casa per un giro in bicicletta, la serenità di stare tranquilli davanti al caminetto, la favola del piccolo paese scompare di colpo e resta l’ incubo.
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