Féra di Sdàs, tanta gente e tante polemiche
L’ultimo weekend riempie strade e piazze. Il Comune fa rispettare le regole di sicurezza ma tra i cittadini pareri contrastanti
Il calo del sipario sulle Fiere di Ottobre coincide con le ultime ore in cui è stato di fatto possibile fare ancora qualcosa di pubblico e di gente, ieri mattina, se n'è vista parecchia.
Il Comune, studiando le disposizioni anticovid emesse una settimana fa dal Governo, era riuscito a "scorporare" gli eventi della Féra di Sdàs, l'ultima del mese, così da poter mantenere il mercato al mattino appellandosi al fatto per cui gli ambulanti presenti altro non erano che quelli già presenti al martedì e al venerdì. «Le decisioni prese - aveva commentato l'assessore al Commercio, Massimo Malagoli - sono a norma di legge e nel totale rispetto del decreto vigente. Penso sia estremamente importante, in un momento storico come questo, sostenere tutti i nostri commercianti, che siano in sede fissa o ambulanti, in quanto parte fondamentale della nostra economia sassolese». Via dunque tutti i mercatini dell'ingegno, gli ambiti legati alle sagre e gli eventi fuori programma, ma solo banchi generalisti. Le persone hanno apprezzato e così al mattino il centro era pieno di gente, complice anche la bella giornata di sole: la Croce Rossa ha rilevato la temperatura a chi arrivava da via Ciro Menotti e comunque, dove si poteva le persone hanno mantenuto le dovute distanze. Già alle nove e mezza parcheggiare intorno al centro era assai difficoltoso. Il problema maggiore, ma inevitabile, era quello delle persone che si fermavano ai banchi, specialmente dell'abbigliamento, per scegliere i prodotti. Raccogliendo un po' di voci in giro di passanti più persone hanno infatti fatto sapere che, pur non rinunciando a una passeggiata, preferivano camminare lontano dai principali punti di assembramento. «Io sono qui solo per i negozi - spiega Vito Pepe - anzi, pensavo che il mercato non ci fosse neppure. Forse era meglio evitare, anche se vedo distanze e protezioni. Piuttosto è sbagliato mettere i ristoratori in difficoltà facendoli chiudere». Anche Francesca Garofoli concorda con lui: «Non ho condiviso la scelta fin dall'inizio - spiega - non capisco perché mercato sì e bancarelle dell'artingegno no: qual è la differenza? Comunque sto camminando perimetralmente, evito di incrociare dove sono la maggior parte delle persone. Tra i banchi non ci sono troppe regole, l'ho notato anche la domenica precedente».
Beatrice Wikiera, assieme al suo cane e a un'amica, è arrivata qui da Maranello: «Sono venuta perché sono le ultime ore che possiamo andare in giro, prima che chiudano tutto - commenta - è vero, siamo sicuramente troppi rispetto alla situazione, ma le regole vengono rispettate. Le persone indossano le mascherine, nei negozi fanno entrare in pochi alla volta». La sua è un'impressione raccolta anche tra altri passanti, magari meno propensi a esporsi ma che hanno espresso la loro volontà di esserci perché, per un po' di tempo almeno, occasioni come queste per uscir un po' di casa e vedere qualcuno forse sarà difficile che ci possano essere. Più scettico invece Nanni Roversi, residente in centro: «C'è troppa gente, come sono sceso tra poco torno in casa - conclude - non si gira, ci sono troppo assembramenti. Per me in un momento in cui i contagi crescono non si doveva fare. In piazza della Libertà c'era il delirio, non si passava». —
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