Un Consiglio straordinario per dire no alla maxi discarica
Il sindaco Tagliavini lo ha convocato per domani. Unico fronte con le minoranze L’impianto di Rio Vulpazza in Valsamoggia avrà 1.3 milioni di tonnellate di rifiuti
SAVIGNANO
Torna di stretta attualità il tema della discarica di Rio Vulpazza, al confine tra Valsamoggia e Savignano, tanto che per domani sera l’amministrazione comunale ha convocato d’urgenza un consiglio comunale straordinario, dove assieme ai gruppi di opposizione (Lista dei Cittadini e il neonato Centrodestra per Savignano) sarà ribadito il “no” savignanese alla realizzazione di questo progetto. Ma non solo: come ha confermato lo stesso sindaco, Enrico Tagliavini, dopo il consiglio di domani sera Savignano cercherà anche di incassare il “no” di altri enti più o meno coinvolti, a partire dal Comune di Valsamoggia (la discarica insisterebbe infatti sul territorio di questo comune), fino alla Provincia e agli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli. L’appuntamento di domani, per fare seguire il quale l’amministrazione sta lavorando per una diretta su youtube (ma nel caso non funzioni la diretta sarà comunque caricata il giorno dopo su youtube tutta la registrazione del consiglio comunale), si preannuncia piuttosto vivace. Nonostante infatti si produrrà molto probabilmente un documento condiviso sul “no” alla discarica, l’ex sindaco e consigliere della Lista dei Cittadini, Germano Caroli, ha annunciato che chiederà, sul tema discarica, l’istituzione di un “consiglio comunale permanente”. «Per Savignano sarebbe una novità – spiega Caroli – ma non si tratta di un inedito assoluto, perché altri enti lo hanno adottato (ad esempio il Comune di Scandiano, ndr). Mi sono documentato prima di avanzare questa proposta e, sostanzialmente, quella del consiglio comunale permanente su un determinato tema è un modo per dare una regola all’intero consiglio, un’organizzazione condivisa su un tema importante come è appunto la discarica. Mi dispiacerebbe se arrivassero risposte inadeguate in questo senso». Dall’altra parte, però, il sindaco Enrico Tagliavini è piuttosto chiaro sulle intenzioni della maggioranza: «Non esiste a livello giuridico – dice – il consiglio comunale permanente. L’importante è il mio impegno, che assumo convocando il consiglio comunale e la commissione consigliare ambiente ogni volta che ci siano novità. La resistenza alla discarica la faremo in ogni modo e in ogni dove. Intanto ribadiremo il nostro no come consiglio comunale al progetto della discarica. Già avevamo detto no a novembre dello scorso anno con un ordine del giorno condiviso con la minoranza, adesso lo torniamo a fare dopo i nuovi presupposti che sono emersi. Inviteremo poi a prendere posizione sulla discarica anche il Comune di Valsamoggia, col cui sindaco sono in contatto, affinché anche quel consiglio comunale si esprima in tal senso (attualmente infatti Valsamoggia non si è ancora espresso formalmente, sebbene il sindaco del territorio confinante abbia annunciato la sua contrarietà al progetto). E così pure faremo anche con la Provincia e gli altri Comuni dell’Unione Terre di Castelli».
Dunque, si può dire che tutto è pronto a Savignano per ribadire il proprio no bipartisan a una discarica da 800mila metri cubi per 1.300.000 tonnellate di rifiuti, il cui progetto sembrava tramontato per sempre e che invece di recente è tornato di estrema attualità. —
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