Gazzetta di Modena

Modena

C’era una volta il grande business dei matrimoni «Ora un disastro»

Giovanni Medici

Lo stilista Messori, chi fa abiti, fioristi e wedding planner «Nel 2020 nulla e per il 2021 non abbiamo certezze»

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Giovanni Medici

Scene da un matrimonio…rimandato. Dopo lo stop della primavera scorsa le ultime indicazioni del governo Conte hanno prima ristretto il numero degli invitati alle nozze e ora in pratica hanno bloccato di nuovo tutto il settore del wedding. Chi vende abiti da cerimonia, organizza catering nuziali, abbellisce con i fiori e l’oggettistica ristoranti e location è in ginocchio o perlomeno congelato.

Stiamo parlando nel modenese di centinaia di persone e di diversi milioni di euro di fatturato ogni anno. Gianmarco Messori è l’amministratore delegato e il direttore creativo della Messori Uomo Factory Store di Sassuolo. Azienda fondata nel 1976, specializzata nell’abbigliamento maschile e negli abiti da cerimonia: «Gli appuntamenti che avevamo in agenda – spiega Messori – sono stati tutti annullati. Chi doveva sposarsi a primavera ha rimandato in autunno, il 70% almeno, e le cose sembravano ripartite bene, ma per i molti che non sono riusciti ancora a celebrare le nozze ora si va al 2021, ma in quale mese? Nessuno sa quando questo secondo periodo di stop alle celebrazioni matrimoniali con invitati finirà». Secondo Messori nessuno ha capito e considerato quanto vale il settore del wedding in Italia, un settore che per l’imprenditore sassolese è stroncato dall’ultimo Dpcm. «Fioristi, catering, abiti da cerimonia, location: per alcuni - dice Messori - ci sarà cassa integrazione e ristoro ma per molte figure nulla».

La boutique Alba da 40 anni propone in centro a Sassuolo i suoi abiti da sposa alle donne che devono convolare a nozze. Donatella Sghedoni è la titolare dell’attività: «Chi aveva intenzione di sposarsi e aveva già provato l’abito ora me lo lascia - dice - evidenziando che della cerimonia se ne riparla a giugno o magari a settembre del 2021. In mezzo ai dubbi nessuno prende decisioni. Il mio telefono da giorni non squilla. Un paio di ragazze hanno deciso di sposarsi comunque, e la festa di nozze la faranno a primavera. C’è anche chi, dopo le ultime regole sui 30 invitati al massimo, ha replicato più volte il pranzo per i parenti». Per Sghedoni il 2020 è un anno perso, un buco nero. «La situazione è davvero molto complicata, anche per le mie dipendenti, due, che raddoppiano quando è stagione di matrimoni».

Chiara Gianotti è la contitolare di Free’n’joy, negozio di fiori e oggettistica in corso Canalchiaro a Modena, attivo dal 2001 anche nell’organizzazione di eventi privati e matrimoniali. «Situazione drammatica, un disastro per chi come noi lavora tantissimo in occasione delle nozze. Nel 2020 non abbiamo fatto neanche un matrimonio e per il 2021 - afferma - non siamo certo tranquilli. Due settimane fa abbiamo organizzato una Festa di laurea ma le persone non si sentono libere con tutte le normative da seguire antiCovid-19, è difficile. In magazzino abbiamo messo i prodotti per il Natale ma senza certezze».

Chi sta pagando un prezzo altissimo sono anche i wedding planner, chi organizza i matrimoni dalla A alla Zeta. «C’è un clima di terrore che blocca qualsiasi decisione – dice Marilena Zambelli di SposiAmo – Nel 2020 su oltre venti matrimoni previsti ne ho fatto solo uno, lo scorso weekend: fissato il 21 marzo, spostato il 24 ottobre, una festa di nozze in quattro tempi su due giorni, per rispettare distanziamenti e presenze nei locali. E nel 2021 faremo così quelli di due anni interi, con tutto ciò che consegue in termini di lavoro e difficoltà di pianificazione, costi che nessuno ci riconoscerà mai». —

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