Gazzetta di Modena

Modena

il ponte sul cavalcavia delle ferrovie  

Da Verazzano, fino a gennaio in coda con senso alternato

Daniele Dei ;

Oltre due mesi per riparare un muro di cemento che minacciava di cedere Sgp sta organizzando in giorni festivi le corse con corriere sostitutive

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C'è un cronoprogramma di massima che è stato stilato per quanto riguarda i lavori per consolidare il ponte di via Giovanni Da Verrazzano.

Secondo le previsioni di Sgp la conclusione è prevista per il 3 gennaio. Ci sarà dunque da chiedere ancora un pò di pazienza agli automobilisti costretti da alcune settimane a mettersi in coda sul cavalcaferrovia del Gigetto che mette in comunicazione la circonvallazione nordest con il centro.

Nelle scorse settimane i sassolesi hanno notato che la grande gru si è spostata dal lato sud al lato nord del cavalcavia. Purtroppo, fanno sapere dagli uffici tecnici di Sassuolo Gestioni Patrimoniali, pur non essendoci lavori continuativi sul livello stradale del ponte, il transito resterà fino alla fine dell’anno a senso unico alternato.

L’azienda municipalizzata, che sta seguendo l’operazione per conto del Comune, fa sapere che indicativamente intorno al 20 novembre il cantiere si sposterà sul piano della ferrovia Modena-Sassuolo.

I macchinari necessari saranno posizionati ai lati della ferrovia, quindi non andranno a impattare sui passaggi del Gigetto, e si interverrà sui binari soltanto quando non sono previsti passaggi dei treni. Affinché tutto venga eseguito in sicurezza, non sarà possibile riaprire in quei giorni le due corsie del traffico viario, come originariamente era stato auspicato. A ogni modo, un paio di mesi fa Sassuolo Gestioni Patrimoniali ha chiesto e ottenuto dei permessi da Fer, gestore della tratta ferroviaria, per individuare quattro date in cui, se ritenuto necessario, potrà essere interrotta la circolazione dei treni per sostituirla con dei mezzi alternativi.

Si tratta di alcuni giorni del mese di dicembre, tutti festivi: domenica 6, martedì 8, le domeniche 13 e 20.

Per i lavori il Comune aveva stanziato quasi 252 mila euro dopo che erano stati riscontrati dei problemi all'altezza di largo Collodi.

Una parte dei lavori, per 81mila euro, è stata sostenuta attraverso contributi ministeriali. Un anno fa Fer comunicò un distacco, seppur ridotto, delle pareti di contenimento laterale del rilevato stradale rispetto alla spalla del ponte.

Nel mese di maggio 2020, invece, il gestore ferroviario fece presente a Sgp un ulteriore peggioramento. A luglio il Comune impegnò quindi circa 62mila euro per eseguire delle indagini preliminari alla progettazione prima di decidere di procedere con i lavori.

«Il dissesto dei muri d’ala - spiegavano i tecnici di Sgp nella relazione prodotta in estate - è con tutta probabilità dovuto a più fattori quali il traffico pesante a cui è sottoposto il manufatto e le infiltrazioni di acqua rilevate durante i carotaggi.

Inoltre il terreno risulta impregnato e quindi aumentano le spinte sui manufatti, oltre a probabili fenomeni di dilavamento della frazione fine legati a probabili flussi di percolazione, dovuti forse alla non tenuta dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane».

Non una situazione complessa come quella del Ponte Veggia. In cui servono tanti soldi in più per essere messo a posto, ma comunque da tenere sotto controllo, specialmente per la grande quantità di mezzi, anche pesanti, che passano e transitano sulla struttura strategica per il territorio del Distretto. —



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