La cittadina onoraria Lilian riabbraccia il marito Lopez
L’oppositore di Maduro domenica è riuscito a fuggire raggiungendola a Madrid Un anno fa la cerimonia legata alla nonna Tintori
PAVULLO
Ha finalmente riabbracciato suo marito Lilian Tintori, che giusto un anno fa riceveva la cittadina onoraria pavullese. Leopoldo Lopez, tra i più importanti oppositori del presidente venezuelano Maduro, è riuscito ad abbandonare l’ambasciata spagnola di Caracas e raggiungendola domenica a Madrid. Commovente l’incontro in famiglia dopo un anno e mezzo, celebrato dallo stesso Lopez con questa foto su Instagram.
Ex sindaco di Caracas e mentore di Juan Guaidó, López era sotto la protezione dell’ambasciata di Spagna dal 30 aprile 2019 dopo il fallimento di un colpo di Stato organizzato insieme a Guaidó. Ha tentato fino all’ultimo di scatenare una rivolta nelle forze armate per rovesciare Nicolás Maduro, ma le sue speranze si sono infrante di fronte alla federltà delle forze armate al presidente. A quel punto, mentre lui si rifugiava nell’ambasciata di Caracas, Lilian era riuscita a lasciare il paese assieme ai figli arrivando a Madrid, dove risiede il padre di Lopez, un europarlamentare del Partido Popular. Da qui Lilian è riuscita ad arrivare in Italia e a Pavullo, dove il 26 ottobre 2019 ha ricevuto la cittadinanza onoraria nel corso di una sentita cerimonia in sala consiliare presieduta dal sindaco Biolchini. Onorificenza legata alle sue origini. L’adorata nonna di Lilian infatti, Valentina Tintori, nacque a Monzone il 6 gennaio 1917. Dove il 14 marzo 1945 nacque anche suo figlio Franco Tintori, il papà di Lilian, emigrato prima in Argentina e poi dal 1973 in Venezuela, dove si fece una famiglia sposando Lilian Parra.
Nel corso della cerimonia pavullese Lilian sottolineò più volte la sofferenza legata alla separazione dal marito, per lei e per i figli. Adesso è finita, ma non l’impegno politico contro Maduro: «Non ci riposeremo - ha scritto Lopez in un messaggio Facebook - da questo nuovo terreno di lotta continueremo a lavorare giorno e notte per raggiungere la libertà che ci meritiamo noi venezuelani». —
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