Modena, incendio di via S. Anna «Trent’anni di sacrifici in fumo Che ne sarà di noi adesso?»
MODENA Come sfollati. Le persone che lavoravano nel complesso artigianale si sono trovate in un istante senza il luogo in cui svolgevano l’attività da decine d’anni, anche 30. Non appena i vigili del fuoco lo hanno permesso, sono corse dentro a recuperare il recuperabile: chi abiti in produzione, chi una costosa stampante, chi il pc e il materiale d’ufficio. Capo chino: all’improvviso senza più un presente lavorativo e il futuro... Chissà.
Quattro le storie. Quella di Mokhtar e suo figlio Abderrahim, innanzitutto, anime del bazar da cui è partito tutto. Il padre l’aveva fondato 30 anni fa mettendo su un giro di commercio interregionale.
E dando lavoro a cinque addetti. Non ce l’ha fatta a vedere il protrarsi delle fiamme: a metà mattina ha seguito il consiglio di Abderrahim ed è tornato a casa. «Lui ha visto 30 anni di sacrifici in fumo, io 22 - dice il giovane - pensare che domenica sera alle 21 era andato via e tutto sembrava perfetto. Sarà stato un cortocircuito alle cella frigo, chissà. Escudo il dolo: abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con tutti, fornitori e clienti. Io abito sopra: devo ringraziare mia moglie che mi ha svegliato per l’odore di fumo, altrimenti chissà cosa poteva succedere a noi e ai nostri due bambini».
Mauro Cintori è il fioraio all’ingrosso di Cocconcelli Due: «È un danno incalcolabile - dice - siamo bloccati con l’attività nel periodo per noi più importante, a cinque giorni dalla festa di Ognissanti e dalle visite nei cimiteri con i fiori. Non ci ha fermato il Covid, ci ferma questo».
Andrea Garuti assieme ai cotitolari Silvana Mescoli e Giuseppe Spano è anima e braccio della Logo Pubblicità, specializzata in cartelloni e allestimento mostre: «Le macchine al piano terra sono tutte da buttare, forse riusciamo a salvare le due stampanti di sopra. Siamo qui da 28 anni, abbiamo sempre lavorato come dei matti e adesso ci ritroviamo con almeno 200mila euro di danni ai macchinari, e bloccati». «Come faremo non lo so - continua Silvana - già il periodo era difficile, adesso non abbiamo più nessuna certezza».
Cristiano Vito guida la Confezioni Ira: piccola azienda di abbigliamento fatta di tre persone, ma qui da 25 anni. Si sono date tutte da fare per portare in salvo gli abiti apparentemente incolumi dal fumo. A braccia, con gli occhi lucidi. «Non sappiamo cosa faremo, dove andremo, che tempi di riattivazione avremo - nota amaro - quante commissioni perderemo. È veramente un disastro». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
