Gazzetta di Modena

Modena

«Addio valigia di cartone oggi sono “italiani mobili” che vanno e vengono»

P.S.

Da sempre l’emigrazione ha caratterizzato il nostro paese Ma rispetto al passato oggi il muoversi è vissuto come normalità 

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L’analisi

Il focus su Modena all’interno del Rapporto Italiani nel Mondo è stato curato da Lorenzo Bertucelli, Universita di Modena e Reggio Emilia e Antonio Canovi, Laboratorio di Storia delle migrazioni dell’Universita di Modena e Reggio Emilia.

Parte da un interessante excursus storico per arrivare, appunto, a mettere in luce quello che sta accadendo ora. La frase forse più significativa di Bertucelli e Canovi è proprio questa: «A fianco degli indicatori economici, generalmente improntati a un giudizio lusinghiero, vi sono quelli della mobilita, più in chiaroscuro non foss’altro per la vetusta delle lenti analitiche adottate. Come leggere, ad esempio, la cosiddetta emigrazione di ‘rimbalzo’? Francesca Licari e Fabio Massimo Rottino in ‘L’emigrazione dei nuovi cittadini italiani’, nel restituire la propensione emigratoria dei ‘nuovi’ cittadini (per naturalizzazione), hanno evidenziato la geografia a macchia di leopardo anche in Emilia-Romagna. Modena vi risulta fra le tre province piu ‘espulsive’, con Reggio Emilia e Ferrara, quando sappiamo dagli indicatori che e in verita anche tra le più ‘attrattive».

I due ricercatori rilevano come da Modena nell’ottocento e nei primi anni del novecento si partiva verso Sud America e paesi europei, e mettono l’accento anche su due mete a cavallo della metà del secolo scorso di cui un tempo non era bene parlare: «Un caso evidente di sostanziale rimozione e quello dell’emigrazione nella Germania hitleriana, complessivamente mezzo milione di persone, con un apporto significativo della provincia di Modena, anche per via della prossimità geografica. Si tratto di emigrazione assistita dallo Stato, anticipando gli accordi firmati nel dopoguerra in testa il Belgio con l’accordo uomini contro carbone, tra il 1946 e il 1951 la prima meta di destinazione nella provincia di Modena». Il finale ci porta, di nuovo, ai giorni nostri e alla definizione degli emigrati che partono non più con la proverbiale ‘valigia di cartone’: «Nell’immaginario di chi e sul piede di partenza, come delle rispettive cerchie sociali, non si tratta quasi mai di emigrazione. ‘Expat’ e il termine in voga, ‘italiani mobili’ quello forse piùricercato, ma che conserva il vantaggio lessicale di ricomprendere, senza farsi imprigionare nelle connotazioni sociologiche, l’ampio spettro del fenomeno migratorio. Consapevoli della conclamata difficoltà a documentare consistenza, tipologie e geografie di una mobilita sempre piùcaratterizzata dal va e vieni transnazionale, come Laboratorio di storia delle migrazioni di Unimore abbiamo avviato la sperimentazione di uno strumento web e ‘Portale degli Italiani Mobili’, alle biografie dei giovani adulti con residenza mobile fuori dai confini »

P.S.

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