«L’auto ha cambiato il mondo L’elettrico? Ritorno al passato»
Mauro Tedeschini in un video di 14 minuti ripercorre tutta l’epopea delle quattro ruote a motore
IL RACCONTO
«Ho girato nei giorni scorsi al parco Ferrari il mio video sulla storia e il futuro dell’automobile. Verrà trasmesso il 4 novembre e dalle mie parole spero si comprenda l’importanza di questo mezzo di locomozione che ora evolve, anche a Modena si spera, verso l’elettrico. Ossia l’alimentazione che lo caratterizzava a inizio ‘800. La Ferrari dice che fino al 2025 resta a carburante, mentre Maserati per il prossimo anno ha annunciato la sua prima auto elettrica». Il giornalista Mauro Tedeschini, curatore del portale web “vaielettrico”, ex direttore della rivista specializzata “Quattroruote” e per dieci anni presidente del Mef pre-gestione Ferrari, è uno dei maggiori esperti italiani di automobili e gli organizzatori lo hanno coinvolto in questa veste nell’iniziativa.
«Nei 14 minuti del video - prosegue - racconto in estrema sintesi il mondo dell’auto, questo mezzo che diviene prodotto di massa, sinonimo di libertà e anche di lavoro per milioni e milioni di persone in Occidente e ora anche in Oriente. Parto però da un dato che magari non tutti conoscono: ai primi del XIX secolo le auto erano interamente elettriche, prima della nascita del motore a scoppio. Che venne poi montato sulle prime autovetture del mondo, inventate in Germania dall’ingegnere Karl Friedrich Benz (Karlsruhe, 25 novembre 1844 – Ladenburg, 4 aprile 1929). Successivamente la diffusione dell’auto fa tappa in America dove, con Ford, si definisce la natura di prodotto di massa che per molti decenni rappresentò una vera conquista tanto che era detto lo “stivale delle sette leghe” perché era in grado di coprire le grandi distanze in quel continente molto grande. Sul modello fordiano l’auto arriva poi presto in Italia, dove il senatore Giovanni Agnelli, il nonno dell’Avvocato Gianni, decide che anche noi dovevamo modernizzarci in questo senso».
La Fiat dunque riveste un ruolo centrale nella modernizzazione dell’Italia, soprattutto grazie ai primi bestseller: la Balilla nata nel 1932 e la Fiat 500 detta “Topolino” che la seguì nel 1936. «Il padre di entrambe - prosegue Tedeschini - è l’ingegner Dante Giacosa. Con esse decollò il numero di spostamenti personali, di commercio, di lavoro, di vacanza anche nel nostro Paese. In una parola, in Italia e in Occidente aumentò la ricchezza. Poi crebbero anche la congestione, il numero di incidenti e i morti, nonché l’inquinamento. Per questo oggi si va sempre più in direzione dell’elettrico, grazie alle batterie al litio. E così il cerchio si chiude». —
S.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
