Mirandola exit? Oggi i giudici decidono sul futuro dell’Unione
Pronuncia sulla sospensiva richiesta dagli altri otto Comuni Se non sarà accolta si accelererà sulla gestione dei servizi
mirandola
Saranno i giorni più caldi per il futuro della Bassa. Oggi, infatti, davanti ai giudici del Tar, si terrà l’udienza per la sospensiva della Mirandolaexit. Si tratta di un passaggio fondamentale per capire quali saranno gli assetti dei servizi già per i prossimi mesi visto che dal 1 gennaio, se tutto dovesse rimanere immutato, Mirandola uscirà dall’Unione. Ma gli scenari possono essere diametralmente opposti visto che le parti sono sensibilimente distanti. Per gli otto sindaci dell’Ucman, che hanno dato mandato all’avvocato Federico Gualandi, “sussistano consistenti ed incontrovertibili ragioni che portano a ritenere che il recesso deliberato dal Consiglio Comunale del Comune di Mirandola sia stato assunto in violazione al vigente quadro giuridico-istituzionale". Di contro, invece, Mirandola ritiene di avere tutti i diritti per uscire da un’Unione che l’ha sempre vista, per ovvi motivi di dimensioni, di storia e anche di collocamento territoriale, in prima fila nel guidare i vari servizi. Ma la vicenda avrà ricadute ulteriori perché sulla Mirandolaexit hanno messo gli occhi numerose altre realtà italiane dal momento che per la prima volta, con l’eccezione di alcune grandi città, si assiste ad un recesso così importante. E non a caso Mirandola ha messo in campo alti profili professionali per far valere le proprie ragioni.
Oggi sarà comunque un passaggio intermedio visto che nel merito del ricorso si entrerà in seconda battuta. I giudici del Tar saranno invece subito chiamati a pronunciarsi sulla sospensiva del provvedimento di recesso. Se disporranno lo stop in vista del giudizio più ampio allora tutto rimarrà com’è attualmente con i servizi in gran parte ospitati negli uffici del Comune di Mirandola, dove rimane saldo il tavolo di regia; se invece non vi sarà sospensiva allora inizieranno i percorsi molto più stringenti che dovranno portare la città dei Pico a trattare sul personale da riprendersi in capo e gli altri Comuni a definire – tema sul quale sta lavorando da tempo il dottor Giuseppe Canossi - dove ospitare i dirigenti dei vari servizi non più condivisi con Mirandola. La quale, come è stato più volte auspicato dal governo cittadino, proporrà di stipulare convenzioni con l’Unione e condividere servizi, magari ad esempio sulla Polizia locale, se si vuole l’ambito più tangibile e a rischio dell’exit insieme ai Servizi sociali. —
F.D.
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