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il sindaco alle “sentinelle” di quartiere  

Modena decima per reati «Criminalità più attiva dopo il lockdown»

L.G.

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Una settantina di gruppi presenti sugli 85 al momento impegnati per difendere i quartieri della città. E’ stato un incontro - in videoconferenza - molto partecipato quello che ieri pomeriggio ha visto di fronte il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il prefetto Pierluigi Faloni e i referenti dei gruppi di controllo di vicinato di Modena. Un incontro aperto dal primo cittadino: «In questo momento difficile, a volte drammatico - ha detto Muzzarelli - il vostro ruolo può essere decisivo per mantenere forti i legami della comunità nei vostri quartieri. Attraverso i gruppi di vicinato, infatti, possiamo rafforzare quel “patto di corresponsabilità” che rende Modena una città più forte della paura e capace di affrontare i problemi».

Il primo cittadino ha quindi fatto sapere che oggi non è possibile «pensare di affidare completamente il rispetto delle norme anticontagio ai controlli delle forze dell’ordine, che certo servono, ma sarà sempre più importante un ruolo attivo dei cittadini». L’incontro è stato l’occasione per aggiornare i referenti dei gruppi di controllo di vicinato, che coinvolge già 2.400 cittadini, in merito allo sviluppo del Piano delle sicurezze e per ascoltare istanze ed esigenze «partendo, innanzitutto, dall’ascolto dei cittadini che si sono messi a disposizione della comunità tramite l’esperienza dei controlli di vicinato, esempio attivo di sicurezza integrata, senza dimenticare quanto i gruppi hanno fatto proprio nel momento di massima emergenza sanitaria».

Anche il prefetto Pierluigi Faloni ha ringraziato i partecipanti «per la funzione determinante che assumono quali collaboratori di un sistema di sicurezza che non può che vedere il cittadino al centro di ogni attenzione da parte delle istituzioni». Prima di passare la parola alla comandante della polizia locale per la presentazione del Piano, il sindaco ha inoltre ribadito: «Politicamente è per me fondamentale fare il punto della situazione, capire cosa funziona e cosa non funziona, in maniera molto diretta, senza scorciatoie. L’ultima classifica sui reati del 2019 colloca Modena ai primi posti della ben poco lusinghiera classifica della sicurezza. In particolare, secondo questi dati, lo scorso anno sarebbero aumentati soprattutto i furti. È un tema che avevamo già affrontato proprio l’anno scorso. Poi il virus ha cambiato tutto, ma dopo il lockdown le dinamiche sociali sono tornate prepotentemente alla ribalta. Ora abbiamo un altro periodo di incertezza davanti a noi - ha aggiunto il primo cittadino - dove la sicurezza sanitaria e salute pubblica si sommano alla sicurezza urbana. Mai come in questo momento è utile e attuale parlare di “sicurezze” al plurale. Inoltre, è opportuno aprire una riflessione su come un certo tipo di criminalità sia diventata più attiva nella fase post lockdown, avendo ben chiaro che non è, e non sarà mai, una questione solo quantitativa e nemmeno localizzata in questo o quel punto della città». —

L.G.

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