Futuro della Casa del combattente Botta e risposta tra Zanoli e Rosi
San Cesario. I due esponenti dell’opposizione polemizzano tra loro «Poco utilizzata, sia centro per i giovani». «Falso, aperta ogni giorno»
SAN CESARIO
È discussione aperta a San Cesario sul futuro della “Casa del combattente”. Marco Zanoli della lista Civica “Rinascita Locale” non ha dubbi: l’edificio dovrà diventare il nuovo centro giovanile polifunzionale del paese, ecco la mozione che oggi sarà presentata in Consiglio comunale. “Vogliamo che San Cesario ritorni ad essere un paese per giovani” è il titolo della nota diffusa dal consigliere, dove spiega che “bisogna dare nuova linfa alla comunità, la struttura sarà la sede della nostra rinascita. Il Comune ha trascurato i bisogni dei ragazzi da decenni, e il luogo che abbiamo individuato è perfetto per adempiere alle loro istanze”. Simbolo della memoria storica di chi ha sacrificato la propria esistenza per ideali di democrazia e libertà, la Casa del combattente rappresenta per San Cesario un patrimonio inalienabile. “Attualmente - continua - la struttura è utilizzata una volta all’anno, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre. Da qui la nostra proposta: trasformare un luogo ormai silente in un punto di riferimento, attrattivo e all'avanguardia per i giovani”.
Dura la replica dal fronte di Centrodestra, il capogruppo Luciano Rosi sostiene che Zanoli «dimostra di non conoscere affatto la storia del nostro comune: Giovanni Repetto, ufficiale dell’Esercito e tre volte sindaco di San Cesario, fece costruire l’edificio a sue totali spese, concedendola in uso ai combattenti di guerra di San Cesario. Il lascito testamento del 1928, elenca condizioni specifiche, che non prevedono altro utilizzo. In risposta a Zanoli, presenteremo una mozione per intitolare una via o una piazza ai fratelli Giovanni e Delia Repetto, per altissimi meriti in campo sociale».
Sotto accusa anche le affermazioni, ancora di Zanoli, in merito allo scarso utilizzo della struttura: «La Casa viene aperta ogni mattina dal Cav. Ottavio Trenti, ex prigioniero di guerra negli Usa e accudita dal presidente Gino Borsari. Ulteriore dimostrazione di scarsa conoscenza del territorio -sostiene Rosi- riguardo alla conservazione della memoria degli anziani, visto che la Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Cesario si occupa di questo e ogni anno premia con diploma le persone più anziane del paese, ne pubblica le storie sui quotidiani e sui social, commemora i soci al momento della loro dipartita». —
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