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Mirandola exit sospesa, se ne riparla a febbraio

Mirandola exit sospesa, se ne riparla a febbraio

Il Tar accoglie l’istanza dell’Unione (supportata dalla Regione) e blocca l’uscita dall’Unione. Luppi: «Per ora è giusto così»

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MIRANDOLA

La Mirandola exit per ora finisce in naftalina: lo ha deciso il Tar che ha accolto l’istanza di sospensiva presentata dagli altri otto sindaci dell’Unione e supportata anche dalla Regione. Viene perciò bloccato il voto del Consiglio comunale di Mirandola che aveva votato - in tre assemblee diverse - l’uscita dall’Ucman con tutti i servizi annessi. Una strategia che non ha superato il primo vaglio dei giudici amministrativi che hanno ritenute adeguate le motivazioni per disporre la sospensione, rinviando poi al 9 febbraio la discussione nel merito delle varie posizioni. Il 1 gennaio, quindi, Mirandola sarà ancora capofila dell’Unione, o quantomeno darà ancora ospitalità a tutti i servizi conferiti e ai rispettivi dirigenti. Tra le motivazioni che hanno convinto il Tar c’è quella relativa alle tempistiche: è stata infatti avallata la ricostruzione della Regione che già in estate aveva messo in guardia la città dei Pico sul recesso dai singoli servizi, possibile soltanto dopo 5 anni dalla prima attivazione. Se l’interpretazione fosse confermata, allora Mirandola avrebbe diversi uffici impossibilitati ad andarsene.

«Questa prima decisione del Tar - dice Lisa Luppi, presidente pro tempore dell’Unione - rappresenta un importante riconoscimento della fondatezza legale e amministrativa del ricorso, un atto dovuto, che abbiamo portato avanti con serietà, nell’interesse di tutti i cittadini dell'Area Nord. In questo senso va intesa anche la posizione della Regione. L’Unione dovrà continuare ad essere tutelata, in funzione del suo ruolo decisivo nella gestione dell'attuale emergenza sanitaria e nell'erogazione di servizi essenziali per le comunità di questo territorio».

«C’è un problema politico - aggiunge Paolo Negro, capogruppo del consiglio in Unione - quello aperto dalle dimissioni del sindaco leghista di Mirandola Greco, dalla fuga frettolosa dall’Unione del Comune di Mirandola che ha fallito alla responsabilità di guidare e governare un territorio. Una fuga frettolosa e irresponsabile, come abbiamo sempre detto, che il Tar ha giustamente sospeso a conferma che non è in discussione il principio dell’autonomia di Mirandola ma il modo approssimativo ed arrogando con cui si è voluto procedere. Forse è questo il vero motivo politico della frustrazione della Lega: rendersi conto di essersi infilati in un tunnel contromano violando tutte le regole di sana e buona amministrazione». —

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