Cantina Settecani e il Moretto salutano un’ottima vendemmia
Castelvetro. Le due realtà protagoniste del territorio hanno avuto andamenti contrastanti in questi mesi ma guardano fiduciose al futuro
CASTELVETRO
«Laddove abbiamo ristoranti che lavorano e hanno clienti, allora avremo degli agricoltori che producono». Due mondi necessariamente in simbiosi, a sottolinearlo è Fabio Altariva, proprietario della Fattoria Moretto. Tracciare un bilancio della presente annata del settore vinicolo non è semplice, profondamente penalizzato dalla primavera, quando il vino non arrivava sui tavoli dei ristoranti, chiusi per lockdown. «Abbiamo sopperito con le enoteche - continua Altariva - ma le vendite erano decimate. La ripresa è avvenuta durante l'estate, la montagna ha attirato molto turismo, e i ristoranti hanno lavorato abbastanza. Da settembre poi, iniziano i quattro mesi più redditizi per il nostro commercio, grazie alle fiere, ai matrimoni e il periodo natalizio. Quest'anno non sarà così: non avendo più la montagna che sopperisce alla crisi della delle città, com'è successo quest'estate, un calo del 10/15 % sarà inevitabile». Numeri ben più confortanti per la Cantina Settecani, che al contrario ha chiuso il bilancio al 30 giugno con un 16.09% in più di venduto rispetto al 2019. «La diversificazione del target è stato il nostro punto di forza, così come l'e-commerce e la consegna a domicilio. Questo ci ha consentito di rispondere efficacemente alle nuove esigenze del mercato», afferma Fabrizio Amorotti, responsabile commerciale. Con la ristorazione bloccata, la Cantina ha saputo sfruttare canali di distribuzione dinamici, cavalcando la domanda via web: «Di grande importanza -prosegue Amorotti- è stata la presenza nella Gdo, la grande distribuzione organizzata. Non solo al livello locale, ma anche all'estero: siamo presenti in 23 mercati nazionali. Abbiamo lavorato molto bene ad esempio con la Gdo del Giappone che, insieme agli Stati Uniti, è uno dei mercati esteri che per noi incide maggiormente. Ottimi risultati anche da Norvegia, Germania e Cina». Buone pure dalle colline castelvetresi, le viti cariche di grappoli hanno sfornato uva di ottima qualità. «Solitamente il grasparossa di collina è più penalizzato rispetto a quello di pianura, per ragioni di conformazione del territorio. Quest'anno siamo contenti: ci aggiriamo intorno ai 100 quintali ad ettaro. Le raccolte degli ultimi anni ci avevano abituato a cali del 5/10% », puntualizza Altariva. Due realtà produttive - Moretto e Cantina Settecani "ambasciatori" del Grasparossa anche oltre i confini nazionali, con svariati premi vinti in tutto il mondo. Nei giorni scorsi la Cantina Settecani è stata premiata da un famoso magazine americano dedicato al vino, il Wine Enthusiast, collocandosi nella classifica stilata con ben 91 punti. Ottimi risultati anche per la Fattoria Moretto che ha ottenuto la stella d'oro del touring "Vini buoni D'Italia", eccellente riconoscimento per il rosso frizzante monovitigno. —
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