Gazzetta di Modena

Modena

bomporto e bastiglia 

Istituto comprensivo premiato al Màt per il lavoro svolto con gli studenti

Chiara Pignatti

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BOMPORTO

Nessuno è rimasto solo, nessuno vince da solo, soprattutto nei momenti più bui. Questa è stata la spinta che ha portato quest’anno alla vincita di un premio Màt per l’Istituto comprensivo di Bomporto-Bastiglia. L’importante riconoscimento è stato ottenuto grazie al buon lavoro avuto con gli studenti con disabilità e difficoltà nell’apprendimento durante i mesi del lockdown. In tutto sono 50 i ragazzi certificati nel comprensorio, seguiti e guidati da professori ed educatori che durante i mesi di lontananza hanno cercato di tramutare il lavoro ordinario della scuola in un’azione di apprendimento a distanza. È stata premiata l’inclusione, l’attenzione e le nuove metodologie nei confronti di chi ne aveva più bisogno, per far sentire la vicinanza e la presenza forte della scuola anche in situazioni di emergenza e solitudine. «L’utilizzo delle buone pratiche proposte dal nostro Istituto nel periodo della Dad - spiega il dottor Giuseppe Valle, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo - è stato oggetto di attenzione positiva, in particolare è stato apprezzato il nostro impegno per realizzare una sempre maggiore inclusione dei nostri alunni, mediante l’utilizzo di nuove metodologie didattiche”. Il premio è stato consegnato da Cristina Monzani, responsabile dell’Ufficio Integrazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, nel corso del convegno tenutosi in remoto sull’inclusione scolastica, l’ultimo giorno della manifestazione Màt, la Settimana della salute mentale, promossa dal Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena. Un premio che è rivolto non solo al mondo della didattica quindi professori, educatori, maestre e bambini, ma anche al territorio con le Amministrazioni comunali le quali hanno permesso e coordinato durante i mesi di chiusura le didattiche utilizzate per i ragazzi, impegnando fondi e risorse per offrire le migliori condizioni possibili. Hanno vinto tutti, dalle famiglie alle istituzioni, ascoltando i bisogni e i malesseri di tutti ma anche i tanti desideri di fare, imparare ed essere. Si è riusciti a creare una rete (e non solo quella di internet) nella quale tutti fossero agganciati per creare un punto di incontro e di scambio. Per dimostrare ancora una volta che nessuno basta a sé stesso, e che il lavoro di gruppo e l’impegno ripagano sempre. —

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