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«Parte della storia di Fiumalbo che non abbiamo dimenticato»

«Parte della storia di Fiumalbo che non abbiamo dimenticato»

Don Luigi, nato e cresciuto nel paese dell’Appennino, sarà beato Il sindaco: «Noi orgogliosi». Don Luciano: «Sua la tenacia dei Lenzini» 

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l’omaggio

Fiumalbo

Don Luigi Lenzini nacque a Fiumalbo il 28 maggio 1881. E oggi, più che mai, il suo paese di origine non può che rendergli omaggio. Dei giorni scorsi, infatti, la notizia della fine del processo di beatificazione del parroco torturato e ucciso da ex partigiani comunisti nel luglio del 1945.

La Congregazione delle Cause dei Santi, entrando nelle questioni puramente tecniche, ha promulgato il decreto che riconosce “il martirio in odio alla Fede”, dopo l’autorizzazione arrivata da Papa Francesco. Don Luigi sarà quindi beato. Ora l’iter della Chiesa prevede la pubblicazione del decreto e la conseguente “ricognizione del corpo” che è sepolto nella chiesa di Crocette di Pavullo. In seguito, la diocesi andrà ad organizzare il ricordo pubblico di Don Lenzini che si terrà, come previsto da alcuni anni, proprio nel territorio diocesano e quindi non solamente in Vaticano.

Grande ovviamente l’orgoglio del paese di origine del parroco, la “sua” Fiumalbo.

«La memoria di quanto accaduto a don Lenzini è ancora viva». Sono le parole del sindaco Alessio Nizzi: «Qui abitano tanti suoi parenti, persone conosciute e stimate in paese. È sintomatico come un “figlio” di Fiumalbo sia arrivato, seguendo la propria Fede, ad essere beato. Il nostro territorio ha dato tanto alla chiesa cattolica, la grande famiglia Lenzini ha dato tanto».

Informazioni interessanti sulla vita di don Lenzini arrivano anche da Luciano Benassi, che di Fiumalbo è l’attuale parroco: «La vicenda di don Luigi è venuta alla luce grazie ai suoi ex parrocchiani di Crocette. Molti di loro erano suoi chierichetti che poi sono diventati preti. Sono stati loro a portare prima il corpo nella chiesa di Crocette e poi a procedere con una raccolta firme. A galla quindi è venuta una storia poco conosciuta che ha fatto nuova luce su quel terribile e complicato periodo storico. Qui a Fiumalbo, don Lenzini è nato ed è cresciuto. Ha anche studiato prima di prendere i voti e trasferirsi nelle varie parrocchie».

Ordinato nel 1904 fu cappellano a Casinalbo e a Finale. “Dopo il 1912 - recita la nota diocesi - la sua vita si svolse soprattutto in Appennino, prima come parroco a Roncoscaglia e a Montecuccolo. Quindi una breve parentesi romana tra i Redentoristi, prima di tornare in diocesi come assistente spirituale nel Sanatorio di Gaiato. Nel 1941 divenne parroco di Crocette”.

«Sicuramente - continua don Luciano - il suo temperamento deciso e forte è quello dei tanti Lenzini che popolano oggi Fiumalbo. Una persone capace di perseverare nelle sue scelte anche negli ultimi tragici momenti». —

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