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«Covid e crolli delle piastrelle Bretella? Uno spreco e un danno»

d.d.
«Covid e crolli delle piastrelle Bretella? Uno spreco e un danno»

Il Comitato si oppone alla nuova strada: «L’inquinamento aiuta il virus Il mercato in 18 anni sceso da 638 a 400 milioni di metri quadrati»  

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L’appello

Che il possibile cambio di scenari economici connesso all’emergenza Covid sia base di una riflessione da compiere sul progetto della Campogalliano-Sassuolo: è questo in sintesi il succo di un lungo appello, firmato dal comitato No Bretella e altre undici associazioni del territorio, in cui si ricordano tutta una serie di motivi per cui il tessuto ambientalista locale da tempo si batte affinché l'opera di raccordo tra l'A22 e il distretto delle ceramiche non venga realizzata. «Così come il Covid ci impone di ripensare alle politiche di investimento sulla sanità pubblica - scrivono in premessa i firmatari - allo stesso modo occorre una riflessione su come si decide di intervenire nel settore della mobilità: non è possibile proseguire con progetti vecchi di decenni senza un minimo di critica sulle conseguenze che il modello del trasporto merci su gomma ha prodotto sul nostro territorio, così fortemente impattato dall’inquinamento atmosferico e dalla perdita di suolo agricolo».

Nel documento si evidenzia: «A causa i processi di internazionalizzazione dei mercati e delocalizzazione produttiva, nel 2019 (anno pre virus) si sono prodotti soltanto 400,7 milioni di mq di piastrelle. Nel 2001 se ne producevano 638,4 milioni e si sono fortemente ridotte le merci da trasportare».

Citando una comunicazione della Commissione UE di due anni fa, il Comitato spiega che l'obiettivo continentale è di «trasferire su ferrovia entro il 2030 almeno il 30% delle merci che viaggiano oltre i 300 chilometri». Di qui il rilancio del collegamento ferroviario tra gli scali merci di Dinazzano e Marzaglia.

«Così - è scritto nel documento - si ridurrà drasticamente la necessità di spostare merci su gomma tra il distretto ceramico e la rete ferroviaria nazionale, nonché la riduzione del pendolarismo viario attraverso l'integrazione, ammodernamento ed estensione delle tratte ferroviarie minori nelle direttrici Reggio-Sassuolo-Modena-Maranello».

«La Bretella - si legge ancora - come tutte le nuove infrastrutture stradali non necessarie, sarà anche responsabile della creazione di nuovo traffico indotto su gomma, specie pesante, e contribuirà alla già pessima qualità dell'aria che molti studi indicano come possibile fattore che aiuta la diffusione del Covid in Pianura Padana. Si può stimare che solo a causa del consumo di suolo occupato dalla Bretella e dai suoi cantieri verranno liberati in atmosfera 6 milioni di chili di anidride carbonica». Tra le richieste alternative alla Bretella l'efficientamento della superstrada la realizzazione di uno svincolo dell’ A1. —

d.d.

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