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viale gramsci 

Flash mob della Lega «Troppa droga in città È la mafia nigeriana»

G.F.
Flash mob della Lega «Troppa droga in città È la mafia nigeriana»

Volantinaggio del Carroccio sui problemi dello spaccio «Il tema della sicurezza va affrontato in modo bipartisan» 

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«La mafia nigeriana ha messo i tentacoli a Modena». Lo denuncia la Lega in un flashmob in viale Gramsci.

Gli esponenti del Carroccio indossano le mascherine e distribuiscono volantini. Le mani che li ricevono sono quasi sempre bianche. «L’arresto dei 32 nigeriani che operavano nel parco XXII Aprile dimostra che la mafia nigeriana ha messo i propri tentacoli anche sulla città di Modena - attacca il consigliere leghista Antonio Baldini - Noi siamo preoccupati per l’escalation d’insicurezza». Baldini ricorda il disegno di legge presentato dalla Lega in Parlamento per inasprire le pene verso i pusher. «Al contrario, il Pd e il governo Renzi hanno abbassato le pene verso i “piccoli spacciatori” - prosegue il consigliere - in modo che il giudice non possa applicare la custodia cautelare in carcere. Così i 32 spacciatori nigeriani sono stati immediatamente posti in libertà». Per i 32 spacciatori in questione (non solo di origine nigeriana) è stato disposto l’allontanamento dal territorio. «A Modena si tratta prevalentemente di “piccoli spacciatori” a cui non è stata contestata l’associazione a delinquere - aggiunge Baldini - Tuttavia, ben sappiamo che dietro questi piccoli spacciatori c’è la mafia nigeriana. Li fa venire sul nostro territorio e permette loro di spacciare in modo continuativo quantitativi di droga in modo rilevante: hashish, marijuana e il potentissimo shaboo». Di simile avviso il consigliere comunale leghista Giovanni Bertoldi. «Gli spacciatori nigeriani sono stati identificati con un’operazione delle forze dell’ordine molto importante e strutturata - aggiunge Bertoldi - Ha messo in rilievo come dietro ci sia una regia dietro la microcriminalità che interessa la città». Per Bertoldi il tema della sicurezza va affrontato in modo bipartisan. «Abbiamo fatto proposte di buon senso che sono state bocciate dalla maggioranza - recrimina Bertoldi - per poi essere riproposte, più o meno uguali, con il cappello della maggioranza. Se le proposte sono di buonsenso, è tempo di unirsi e pensare alla comunità». I leghisti criticano la revisione dei decreti Sicurezza e i decreti firmati dal premier Giuseppe Conte. Decreto Ristori incluso. «I nostri piccoli Comuni di montagna sono disagiati da sempre - sottolinea il senatore del Carroccio Stefano Corti - e vivevano di sagre, fiere, eventi turistici ed enogastronomici. Non è stato possibile tenerli aperti nonostante le regole. Se sommiamo tutte queste realtà, i 5 miliardi del decreto Ristori sono ben pochi». —

G.F.

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