«Riaprire in viale Molza il presidio di polizia»
«Anche alla luce delle manifestazioni di questa settimana che hanno creato situazioni di insicurezza in città, è più che mai il momento di riaprire il posto integrato di polizia in via Molza, dalla stazione delle corriere».
Ne è convinto il Sulpl, sindacato di polizia Locale, che fa una riflessione tra passato, presente e futuro. «Il Supl conferma il proprio favore per la riapertura del posto integrato di polizia - sottolinea il segretario provinciale Federico Coratella - che da almeno 5-6 anni vede la presenza solamente di due o tre agenti di polizia di Stato mentre la polizia Locale non ha mai smesso di mantenere il presidio di agenti». Una parte dello stabile di via Molza dal 1996 è sede della polizia Locale del centro storico. Che ora ha più operatori: fino a fine settembre erano assegnati al centro 30 agenti e due ispettori, dal 3 ottobre l’organico degli agenti è stato portato a 48 unità. Da qui l’opportunità di avviare una riflessione sul presidio di via Molza.
«Il posto integrato, affinché l’attività sia realmente proficua, dovrà avere le caratteristiche di quanto era stato creato nel 2001 - prosegue Coratella - quando oltre agli agenti di polizia Locale erano presenti anche una decina di polizotti. E da qui iniziavano servizi congiunti con la polizia di Stato, più giorni la settimana. Ora resta solo un’insegna. Il Sulpl, considerato lo stabile è di proprietà comunale, e che una parte di quello assegnato alla polizia è inutilizzato da anni, aveva richiesto già da giugno che almeno il primo piano, diviso dai locali della Pl da una semplice porta, fosse riassegnato anche perché la situazione di sovraffollamento, aggravata dall’emergenza Covid, rende necessario l’uso di questi spazi per gli uffici del Comando di via Galilei e per rendere più agevole la base di lavoro degli agenti del centro storico».
Da qui la richiesta di una rapida decisione «a tutela dei cittadini ma anche dei lavoratori della Pl che hanno continuano a garantire il presidio costante in strada, senza smartworking e senza le tutele delle polizie nazionali ma continuando ad essere equiparati agli impiegati . La categoria infatti attende ormai da oltre vent’ anni la riforma della polizia Locale». —
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