Modena Il virus morde: 344 contagi e 9 vittime Isolate 17 classi, si accelera sui test rapidi
Regione: «Un milione di tamponi disponibili dal 9 novembre». Risposta in pochi minuti, fondamentale per il tracciamento
MODENA Diciassette classi poste in isolamento domiciliare dal 30 ottobre al 2 novembre. È il nuovo morso del virus, che riguarda alunni e personale scolastico. A Modena in particolare di: asilo nido Cividale, scuole dell’infanzia San Paolo, Andersen e Galilei, istituto superiore Sacro Cuore e liceo Tassoni (2 classi). In provincia si tratta di: istituto Baggi di Sassuolo, liceo Fanti di Carpi, primaria Mazzini di Vignola e liceo Paradisi, Luosi e Galilei di Mirandola, primaria Castelfranchi di Finale (2 classi), scuola dell’infanzia Muratori di Soliera e primaria Da Vinci di Pavullo.
A Modena si sono registrati 344 nuovi contagi e 9 decessi, tutti di anziani. Cinque a Carpi: una 91enne, una 89enne, un 72enne, un 85enne e un 87enne. Poi una 85enne di Camposanto, un 94enne di Soliera e un 82enne di Spilamberto. All’interno di un contesto regionale che ha fatto contare 1.652 nuovi positivi, di cui 789 asintomatici.
Servono più armi possibili in un momento come questo, e una importante potrebbe arrivare dai tamponi rapidi in gradi di dare una risposta in pochi minuti. Ormai sono davvero dietro l’angolo: l’assessore alla Salute Raffaele Donini ha annunciato che entro lunedì prossimo, il 9 novembre, la Regione ne avrà la disponibilità di un primo lotto di un milione di pezzi. Verranno utilizzati a partire dai contesti più sensibili: innanzitutto saranno a disposizione degli operatori sanitari (Pronto soccorso e reparti), per fare in modo che non portino contagio nelle strutture e a casa. Poi le residenze per anziani, e naturalmente le scuole. Quindi tutte le operazioni di contact tracing, per identificare in tempi rapidissimi le possibili vie di diffusione. A questo primo milione di tamponi si aggiungerà la disponibilità di altri 15mila giornalieri garantiti da Domenico Arcuri attraverso la struttura commissariale.
Il via libera della Regione ai tamponi “fast” sarà sia di tipo quantitativo-operativo che, per così dire, “ burocratico”. Attualmente infatti i tamponi veloci non sono contemplati come riscontro ufficiale. Se uno vi si sottopone insomma ottiene un riscontro importante a livello personale ma non con un valore legale: non permettono ad oggi di avere accesso a un ospedale per un intervento programmato o di prendere l’aereo per un viaggio.
VOCI DAI LABORATORI
«Noi siamo già attrezzati per eseguirli, abbiamo a disposizione tutto - sottolinea il dottor Consolato Costantino del Laboratorio Curie di Modena - ma non possiamo effettuarli finché non arriva un atto della Regione che ci autorizza. Proprio stamattina (ieri, ndr) ho ricevuto la chiamata di un’azienda lombarda che ce ne chiedeva 500, e abbiamo dovuto dire di no. Ma credo che il via libera sia ormai questione di poco. Sicuramente quando arriverà coinciderà con un ulteriore aumento della richiesta: oggi in media facciamo 50 tamponi “classici” e 100 test sierologici al giorno. Con i fast con tutta probabilità dovremo aumentare l’organico».
«Al momento siamo ancora in attesa per i tamponi rapidi - confermano dal laboratorio Test, sempre di Modena - dobbiamo capire come si intende procedere a livello normativo». Così all’Eco 2000 di Sassuolo: «Se la Regione dà indicazioni in merito, li faremo sicuramente anche noi, il nostro laboratorio di riferimento è già attrezzato - spiegano - finora non li abbiamo fatti perché l’esito non aveva valore di certificato». «Noi di tamponi rapidi ne abbiamo e ne stiamo già effettuando - nota Teodoro Paraluppi, amministratore del Poliambulatorio Città di Carpi - ma solo a tutela del nostro personale sanitario perché ne abbiamo una quantità limitata. Ma nel giro di una settimana potrebbero arrivarne altri. E in questo caso li metteremo subito a disposizione di tutti». —
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