Pavullo si candida a entrare nell’area patrimonio bio Unesco
Passa all’unanimità l’adesione al piano “Man and the Biosphere” Prima era incluso solo Frassinoro, ora ci punta tutto l’Appennino
IL PROGETTO
Il territorio di Pavullo patrimonio dell’Unesco? Potrebbe presto diventare realtà. Il Consiglio comunale in videoconferenza ha approvato venerdì l’adesione al progetto Unesco MaB (Man and the Biosphere) aderendo all’unanimità all’allargamento della riserva MaB del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.
Tutti hanno capito l’importanza di un progetto di carattere non solo ambientale (conservazione del territorio e delle biodiversità, sviluppo sostenibile delle aree), ma anche culturale, educativo e formativo nei confronti delle popolazioni interessate. Si tratta di un progetto che richiede un impegno etico da parte dei comuni aderenti e proprio per questo ha un significato qualitativo e allo stesso tempo impegnativo. L’attuale configurazione della riserva MaB, esistente dal 2015, prevede già l’adesione di due regioni e 34 comuni dell’area di Reggir, Parma, in minima parte Modena (solo Frassinoro), Massa Carrara e Lucca. Con l’allargamento i Comuni diventano 80, includendo tutta l’area modenese montana e pedemontana, la provincia di Pistoia e in minima parte quella di La Spezia.
Il territorio viene diviso in tre parti: Core (cioè la zona della conservazione, già protetta da leggi regionali, nazionali o internazionali), un’area Buffer che circonda-affianca la zona Core per una senso di ulteriore protezione e una zona Transition (di tipo logistico) più antropizzata e meno montana (con strade, ferrovie, ponti...) dove si svolgono attività di tipo culturale, sociale ed economico. Il Comune di Pavullo è interamente in zona Transition, mentre sono state create tre zone Core: la prima è relativa al monte Cimone/Libro Aperto, affiancata da una zona buffer (Fanano/Fiumalbo); la seconda al Monte Giovo/Rondinaio con zone Buffer a Pieve e Barga. È presente anche una terza zona Core nei pressi di Guiglia.
La governance sarà ancora in capo al Parco, ma visto il notevole ampliamento territoriale (+223%) vi sarà una cabina di regia con la presenza anche delle due regioni principali. Saranno nominati anche cinque comitati territoriali e un’Assemblea consultiva itinerante. La riserva non porrà nessun ulteriore vincolo rispetto a quelli già esistenti che ovviamente saranno mantenuti. —
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