La Ferrari in recupero dopo lo stop e il titolo balza alla quota record di 168,3
Il rialzo delle stime per fine esercizio 2020 apprezzato dal mercato. L’utile a +1% e segnali positivi per le consegne
Stefano Turcato
Il resoconto trimestrale al 30 settembre per Ferrari nell’anno del Covid non può essere esaltante ma la revisione al rialzo delle stime per la fine dell’esercizio 2020 è notevolmente apprezzata dal mercato borsistico: le azioni delle “Rosse” ieri a fine seduta hanno fatto segnare un balzo del 7,06 per cento a quota 168,30 euro. È il massimo storico fatto segnare dal titolo Ferrari in chiusura di seduta anche se nel febbraio scorso in fase di contrattazione era stata superata la soglia dei 169 euro.
Fra i dati del terzo trimestre si segnala un utile netto a 171 milioni di euro (erano 169), pari a +1% sullo stesso periodo dell'anno precedente, e un utile netto a nove mesi di 346 milioni (erano 533 nel 2019), pari a -35%, nell'anno del Covid.
Nel terzo trimestre le vetture consegnate sono state 2.313, con un decremento di 161 unità, meno 6,5% rispetto all'anno precedente, in linea comunque «con la cadenza del piano di produzione per l'intero anno della società», che prevede il recupero di 500 unità delle 2.000 vetture perse in conseguenza della sospensione produttiva di sette settimane legata al Covid. Più in dettaglio, le vendite dei modelli a otto cilindri (V8) sono diminuite del 12,8%, mentre quelle dei modelli a 12 cilindri (V12) hanno registrato un aumento del 15,4%. L'accelerazione delle consegne della F8 Spider e della 812 Gts, principalmente nell'area di Europa, Medio Oriente e Africa, sta gradualmente compensando la famiglia 488 Pista e la Ferrari Portofino, che hanno sostanzialmente raggiunto la fine del loro ciclo vita.
Le consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2 proseguono secondo il programma originario mentre l'inizio delle consegne della SF90 Stradale e della Ferrari Roma sono confermate nel quarto trimestre del 2020.
In questo contesto Ferrari segnala che le stime per fine 2020 relative all’andamento generale vengono riviste al rialzo rispetto a quelle del 3 agosto scorso, «a condizione che l'operatività non sia impattata da ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19». Altri numeri importanti riguardano i ricavi netti del terzo trimestre 2020, pari a 888 milioni, in calo del 3,2%. La crescita dei ricavi da automobili e parti di ricambio a 727 milioni (in aumento del 2,6% o 2,4%) «riflette - dice l’azienda - il mix positivo grazie alle Ferrari Monza SP1 e SP2».
Dopo l’annuncio del resoconto, il Ceo Louis Camilleri ha rilasciato le sue dichiarazioni di commento: «In attesa di un 2021 che potrebbe essere un buon anno - ha detto - il terzo trimestre del 2020 si è rivelato molto forte soprattutto sui volumi prodotti e quindi, se il quadro delle restrizioni Covid non precipiterà in questi ultimi mesi, raggiungeremo il massimo delle nostre linee guida. Il livello di ordini annullati si mantiene basso e quelli di ottobre si confermano in linea con quelli di fine 2019. In questo quadro entro la fine dell'anno sveleremo un nuovo modello, l'ottavo dei 15 previsti nel nostro piano 2018-2022, anche se non mancheranno ritardi su quelli del 2022».
Camilleri si aspetta quindi un quarto trimestre 2020 positivo dal punto di vista di ricavi e volumi ma il Gruppo del Cavallino resta concentrato sul proprio piano al 2022, anche se fa slittare la presentazione di alcuni nuovi modelli nell'anno della pandemia. In particolare Camilleri parla di «portafoglio ordini record», con buone notizie da Cina (+50% sulla Portofino), Giappone e Corea. Il Ceo riguardo il piano lanciato due anni fa e tuttora in corso precisa: «Molte cose sono cambiate dal 2018, incluso l'avvento del Covid. Ora è presto per parlare del 2022. Restiamo concentrati sul nostro piano ma abbiamo rimandato la presentazione di alcuni modelli, alcuni di tre mesi, altri di nove. A febbraio 2021 avremo un quadro più chiaro sul Covid». —
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