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Modena, truffa fondazione bancaria e con parte dei soldi compra una villetta. Casa sequestrata

Modena, truffa fondazione bancaria e con parte dei soldi compra una villetta. Casa sequestrata

Le somme - in tutto 7 milioni - sottratte alla Fondazione sono state trasferite, con un vorticoso e sapiente circolo finanziario, da conti correnti nazionali verso Paesi esteri come la Romania, la Croazia e la Slovenia, sino ad arrivare a Cipro ed a Malta oltre che in Svizzera.

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La Guardia di Finanza di Modena ha sequestrato una villetta in provincia di Pisa acquistata ad un’asta per oltre 260 mila euro da uno degli indagati per una maxi truffa in danno di una Fondazione Bancaria del modenese (la Guardia di Finanza non ha reso noto quale sia la fondazione ndr).

L’immobile formalmente intestato ad una società elvetica era in uso alla “ex” moglie dell’indagato, un italiano formalmente residente in Svizzera, è stato pagato con una parte del denaro frutto del riciclaggio delle somme rivenienti dalla truffa.


A questo  risultato si è pervenuti nell’ambito di un’indagine dei finanzieri del Comando Provinciale di Modena, coordinati dalla Procura di Modena, che attraverso complessi accertamenti economico-finanziari sono riusciti a ricostruire i flussi finanziari mediante i quali le somme truffate alla Fondazione Bancaria sono state reimmesse nel circuito economico a beneficio dell'indagato piuttosto che della collettività locale, principale destinataria degli interventi a scopo sociale delle fondazioni bancarie attive sul territorio.

La truffa svelata dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena ha avuto origine con una proposta di investimento di oltre 7 milioni di euro operata in due tranche, proposta direttamente dal Presidente in persona all’Ente, e solo dichiaratamente finalizzata all’acquisto di commodities, quali diamanti grezzi o raffinati.

Le somme sottratte alla Fondazione sono state trasferite, con un vorticoso e sapiente circolo finanziario, da conti correnti nazionali verso Paesi esteri come la Romania, la Croazia e la Slovenia, sino ad arrivare a Cipro ed a Malta oltre che in Svizzera.


Il tutto supportato da una serie di contratti di investimento appositamente  predisposti e consulenze di fantomatici esperti e periti.


Quattro le persone complessivamente indagate per reati che vanno dalla truffa aggravata, al riciclaggio e autoriciclaggio, anche a carattere transnazionale.


"L’operazione descritta si inserisce nella più ampia lotta alle truffe e al connesso reimpiego dei proventi illeciti, - spiega la Finanza in una nota - condotta quotidianamente dal Corpo in forma integrata tramite le sue proiezioni investigative ed operative, per tutelare, attraverso il fermo contrasto alla criminalità economico-finanziaria, la collettività - promuovendo nel contempo un’adeguata educazione finanziaria - l’economia legale e il sano funzionamento del tessuto produttivo, quale unico volano dell’economia del Paese, soprattutto in questo momento di particolari difficoltà".

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