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Bandito incastrato dall’app del cellulare

F.D.
Bandito incastrato dall’app del cellulare

Deruba una mamma e viene preso a pugni dal figlio Poi prende il telefono ad una donna ma la polizia lo localizza

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In neppure un’ora ha rubato due telefoni cellulari, preso pugni e finito in carcere con l’accusa di rapina e furto aggravato. La polizia di Stato, dopo l’indagine della Squadra Mobile, ha rintracciato il 33enne di origini tunisine che all’alba del 29 ottobre si è scatenato tra la stazione dei treni e il parco Novi Sad, venendo però localizzato attraverso una semplice applicazione del telefonino di una delle vittime.

Un contributo attivo alla ricostruzione degli episodi lo hanno fornito le immagini di sorveglianza della stazione che ha ripreso il 33enne già all’opera intorno alle 5. Lo si nota aggirarsi sui binari e nel sottopasso alla ricerca della vittima da colpire. Che individua verso le 5.30 in una donna che aspetta il treno insieme al figlio 21enne. Appena lei appoggia il cellulare sul bagaglio, il ladro arriva, se ne impossessa e tenta di fuggire. Ma non ha fatto i conti con il ragazzo che lo insegue, lo intercetta all’uscita della stazione e cerca di rifilargli qualche colpo, costringendolo a liberarsi del telefono e soprattutto a reagire con alcune gomitate per dileguarsi.

Ma l’uomo dalla giacca bianca non si dà per vinto e si mette alla ricerca di una nuova vittima da colpire. Si sposta di qualche centinaio di metri e arriva al parco Novi Sad. Non sono neppure le 6 ma intercetta una donna di 52 anni che sta facendo alcuni esercizi ginnici all’aperto. Il ladro le si avvicina alle spalle senza farsi notare, la cintura e in pochi istanti si impossessa del telefono. Poi si dà alla fuga a piedi, pensando già a come defilarsi. Ma sulle sue tracce si mettono subito i poliziotti che arrivano sia alla stazione dei treni per il primo episodi, sia al Novi Sad dove raccolgono la testimonianza della donna. Qualche sospetto lo hanno da subito, conoscono il 33enne che bazzica spesso in città pur non avendo una dimora fissa. L’uomo non ha invece messo in atto alcuna premura per evitare di farsi individuare, ambisce solo a lasciare Modena rapidamente. Ma la tecnologia gli è nemica: attraverso il “trova il mio I-phone” gli investigatori della Squadra Mobile della Questura riescono a localizzarlo e lo raggiungono. È in stazione, in attesa di un treno per Bologna. Le prove sono da subito palesi tanto che il pubblico ministero Claudia Ferretti dà indicazione di procedere con l’arresto. E nei giorni scorsi il 33enne è finito davanti al giudice che ha convalidato l’arresto e disposto il suo trasferimento in carcere. La sensazione è che si tratti di uno dei principali soggetti, che nelle ultime settimane hanno creato non poco allarme sociale per furti e scippi in città. —

F.D.

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