Gazzetta di Modena

Modena

I volontari e gli alpini portano coperte e aiuti ai terremotati del paese fantasma

Eleonora Alboresi

In sei con due furgoni sono partiti da Formigine per arrivare a Visso Gli abitanti del centro marchigiano vivono ancora in case container 

3 MINUTI DI LETTURA





LA SOLIDARIETà

Eleonora Alboresi

Sei volontari, due mezzi di trasporto e quasi 800 chilometri percorsi in 15 ore per portare aiuto ad una popolazione che da ormai 4 anni cerca di andare avanti tra le macerie di un paese che non c’è più. Il viaggio è stato organizzato dal gruppo alpini di Braida in collaborazione con Tsm; associazioni che a Formigine hanno sede all’interno del polo integrato di protezione civile di via Quattro Passi. Ed è proprio da qui che la delegazione è partita verso Visso, piccolo Comune in provincia di Macerata che nel 2016 è stato colpito da forti terremoti che hanno reso inagibile circa il 90% degli edifici. Per i volontari il viaggio nella cittadina marchigiana è stato solo l’ultimo di una serie iniziata poco dopo il sisma, ma nonostante gli anni passati sembra evidente che per gli abitanti della zona l’incubo non sia ancora finito. Tutto è fermo, immutato: tantissime le abitazioni inagibili e lavori bloccati, con la popolazione che quasi al termine del 2020 vive ancora nelle SAE (Soluzioni Abitative d’Emergenza) costruite in seguito alla tragedia. Omer Cavani, Gianni Mucci, Roberto Castelfidardo, Maurizio Fiorani e Lucio Cuoghi del gruppo alpini e Davide Zanichelli di Tsm hanno portato a Visso 180 sacchi di pellet, coperte, vestiti pesanti e risorse alimentari da consegnare alle famiglie in difficoltà. La raccolta è stata realizzata all’interno del cento del riuso intercomunale affidato a Tsm e il viaggio, inizialmente previsto per fine novembre, è stato anticipato per paura che nuove norme anti-contagio bloccassero gli spostamenti tra Regioni; rischio che, trasportando prevalentemente materiale indispensabile per l’inverno, non poteva essere corso. «Ho conosciuto queste associazioni – racconta Tamara Funari (nella foto), cittadina di Preci che a causa del terremoto ha perso il suo ristorante – dopo il sisma del 2016. Oggi sono tornati da noi perché hanno saputo che qui la situazione non è cambiata. Sono partite pochissime case da ristrutturare, i progetti non vanno avanti e anche a causa dell’emergenza sanitaria ci hanno ulteriormente bloccati. Abbiamo scaricato delle sedie per il ristorante che sto tentando di ricostruire e altri generi di prima necessità da distribuire a chi ne ha bisogno. Per esempio, abbiamo appena consegnato un pacco alimentare ad una famiglia composta da marito, moglie, due bambini e una nonnina e un altro ad una famiglia con quattro bambini in cui la madre non lavora e il padre è il cassa integrazione. Le casette costruite sono molto fredde, abbiamo il riscaldamento acceso dalla mattina alla sera già da qualche mese ma comunque non basta. È molto triste, non sono case normali. Ovviamente ringraziamo di avere almeno quelle, ma c’è da considerare che la maggioranza della popolazione è composta da persone anziane che percepiscono pensioni basse. Quando le associazioni ci hanno chiesto cosa portare sono stati i diretti interessati a chiedere pigiami, maglioni e coperte perché stiamo parlando di persone che già 4 anni fa avevano perso tutto. Insieme alle Sae ci hanno donato un piumone, due asciugamani, la cucina e il letto ma da vestire nulla, quindi è facile capire che se si ha una pensione bassa o uno stipendio limitato comprare tante cose non è possibile».

Parole piene di tristezza ma anche di forza e di voglia di costruire un futuro migliore.

«È il quarto viaggio che facciamo in queste zone – racconta Gianni Mucci del gruppo alpini – e sembra sempre tutto uguale. La disperazione dei cittadini è evidente, noi siamo venuti per dare un po’ di solidarietà e di aiuto morale, oltre che materiale, a questa povera gente abbandonata a sé stessa. Siamo qui per questo: aiutare chi ha veramente bisogno». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google