Modena Nicolini eletto presidente Seta nel momento più cupo per i bus
Succede al dimissionario Cattabriga. Nomina fino a giugno 2021 a scadenza Cda Dal vertice in Provincia dati choc: crollo verticale dell’utenza con corriere al 40%
È Antonio Nicolini il nuovo presidente Seta. Il Cda, riunitosi ieri in videoconferenza, lo ha eletto confermando l’indicazione venuta nei giorni scorsi dall’assemblea dei soci modenesi. Si insedia sulla carta con un orizzonte di breve respiro: fino alla scadenza del Cda prevista nel giugno 2021, con l’approvazione del bilancio 2020. Poi bisogna vedere quali saranno le scelte.
Nicolini raccoglie il testimone del dimissionario (a sorpresa) Andrea Cattabriga, a fronte di un’esperienza di 40 anni nel trasporto pubblico. Entrò infatti nel 1980 in Atcm svolgendo diverse funzioni tecnico-organizzative fino a ricoprire, per circa 10 anni, il ruolo di responsabile della programmazione, della gestione e del controllo dei servizi erogati nel bacino modenese. Dal 2002 ha poi lavorato presso Amo (Agenzia per la Mobilità di Modena) come responsabile della progettazione dei servizi di trasporto pubblico e dell’integrazione con altri sistemi di mobilità e con i diversi strumenti di pianificazione territoriale, locale e regionale. Da qualche mese ha lasciato Amo per intraprendere un’attività professionale di consulenza nei settori della mobilità, del trasporto sostenibile e della logistica integrata.
«Ringrazio per questa nomina il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e tutti i soci modenesi, reggiani, piacentini e bolognesi che ne hanno condiviso la scelta: confido di poter fattivamente collaborare con il Cda, con l’amministratore delegato, con il management aziendale e tutto il personale» ha detto a caldo. «Sono consapevole del momento di grande difficoltà che stanno vivendo il Paese e, soprattutto, il sistema del trasporto pubblico. La pandemia e le norme introdotte hanno evidenziato per questo settore diverse criticità. La riduzione della capienza dei mezzi ha rimarcato l'inadeguatezza dell'offerta, dovuta in larga parte a politiche decennali di restrizione, tagli e mancate rimodulazioni degli orari delle città. Poi la crescita tra la popolazione della percezione di insicurezza e di pericolo nell'utilizzo del trasporto pubblico sta progressivamente allontanando l'utenza».
Intanto ieri in un incontro tra Provincia, sindacati, Amo e Comune, è emerso che le corse di solito frequentate dagli studenti delle superiori sono occupati oggi al 40%, con un crollo verticale dell'utenza. «Tuttavia - ha sottolineato il presidente della Provincia Tomei - già da ora occorre individuare le strategie e le soluzioni quando le scuole potranno ripartire in presenza, al fine di evitare i problemi emersi nelle scorse settimane». Per adesso i 57 mezzi aggiuntivi per l'avvio dell'anno scolastico sono confermati dalla Regione, in attesa degli sviluppi ulteriori sulla didattica in presenza. —
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