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Budri: «Per l’ex Milizia progetto a gennaio»

Budri: «Per l’ex Milizia progetto a gennaio»

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MIRANDOLA

Alla sollecitazione di Alessandra Mantovani sullo stato di degrado dell’ex Milizia, arriva puntuale la replica del vice sindaco e assessore alla Ricostruzione, Letizia Budri che prova a fotografare la situazione da un punto di vista normativo e di compiti.

«Va innanzitutto ricordato - spiega - che il compendio dell’ex Milizia è in parte di proprietà demaniale e riguarda la porzione destinata ad ospitare caserma carabinieri, Agenzia delle Entrate, Inps, che ad oggi è stata solo oggetto di interventi provvisionali. Su questa parte, entro la fine dell’anno, si vuole presentare in Regione il progetto di recupero per cui il Comune è il soggetto attuatore incaricato dopo la convenzione con gli altri enti statali. La presentazione del progetto è slittata, a parte che per i disagi Covid, anche per il ritrovamento di un soffitto a cassettoni in quello che era il salone delle feste al piano nobile, in affaccio su via Pico. Questo ha posto un tema: quello della valorizzazione, richiesto dalla Soprintendenza, che ha imposto modifiche al lay out distributivo interno. Non scordiamo inoltre che nel piano, rispetto al passato, abbiamo voluto creare mille metri quadrati di sale espositive. Vogliamo valorizzare l’intera Unità minima, tra l’altro applicando le norme di costruzione del 2018 e non quelle, ancora valide, del 2008. Lo riteniamo doveroso visto ciò che andremo ad accogliere all’ex Milizia».

Alla parte pubblica si affianca quella privata, cui afferisce il cantiere citato dalla consigliera Mantovani per cui è stata rilasciata la cambiale Mude a giugno 2018. I tempi a disposizione del l’appaltatore sono 36 mesi, oltre un ulteriore anno di proroga possibile. A ciò ci potrebbero aggiungere in coda anche essere i 76 giorni di sospensione Covid se era stata richiesta. I lavori sono iniziati a marzo 2019 e tecnicamente quello è un cantiere privato in corso. Sul fatto che potrebbe essere tenuto con maggiore decoro concordo, ma c’è anche da dire che questo periodo forse non è quello più indicato per usare termini accusatori». —

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