«Noi necrofori senza lavoro Ci sostituiranno i ragazzi del Sert»
Protesta di Si Cobas e degli “storici” addetti del cimitero «Da lunedì la nuova concessionaria ci lascerà a spasso»
«Il nostro mestiere, che non è così semplice, potrebbe essere affidato ai ragazzi mandati dal Sert. E così noi ci troviamo in un limbo che potrebbe presto tramutarsi in un licenziamento e in costrizione a rassegnare le dimissioni. Eppure, facciamo questo lavoro da 20 anni, con stipendi nemmeno lontanamente adeguati a quanto dobbiamo fare ogni giorno».
Sono tornati davanti al municipio e hanno dato vita alla terza protesta da luglio, i necrofori del cimitero urbano: Sergio De Marano, Achan Lasad, Giovanni Luca Rispoli e Zouid Mohammed (foto a lato). Con loro i sindacalisti dei Si Cobas che stanno studiando le carte per evidenziare, anche dal punto di vista legale, l’anomalia in cui versano da tempo i quattro lavoratori, cui si aggiungono due addette alle pulizie non iscritte al sindacato.
La scintilla che ha fatto scattare la vertenza è il passaggio di consegne, tramite una nuova concessione, da parte del Comune: si occuperà del cimitero urbano non più la Cfp, in capo alla quale sono i quattro lavoratori, bensì la Barbara B, di Torino.
«La situazione è sconcertante - dicono all’unisono i quattro operatori, insieme a Marcello Pini ed Enrico Semprini dei Si Cobas - Durante gli incontri che abbiamo fatto in Comune ci siamo sentiti dire che gli unici addetti con il posto garantito sono gli amministrativi, in capo ad Ades, la società “madre” della galassia che si occupa dei servizi al cimitero. Totale disinteresse, invece, nei confronti dei necrofori che sono lì da 20 anni. C’è un rimpallo di responsabilità tra Comune e Ades che non possiamo accettare. Barbara B, il nuovo concessionario, inoltre, è una cooperativa sociale. Ingenuamente, ci chiediamo se tra i suoi obiettivi non debba esserci il mantenimento dei posti di lavoro per i dipendenti che da tempo sono al cimitero di Carpi? E noi, invece, dobbiamo sentire che saremo sostituiti dai ragazzi del Sert che hanno sicuramente tutto il diritto al reinserimento, ma noi teniamo al nostro lavoro che, tra l’altro, non consiste in mansioni semplici che possono ricoprire tutti. È necessaria formazione».
Una delle questioni sul piatto è l’adeguamento del contratto: un punto su cui i lavoratori battono da tempo. «Noi siamo assunti con il contratto collettivo nazionale della categoria “Pulizie e mulutiservizi” - aggiungono - Le nostre mansioni rispecchiano la categoria “Servizi funerari”, invece. Quest’ultima prevede uno stipendio di almeno 500 euro superiore».
La nuova concessione entrerà in vigore da lunedì. «Se rimarremo senza lavoro saremo in presidio permanente davanti al Comune», rimarcano i lavoratori.
Da parte sua, l’assessore Mariella Lugli spiega che «il rapporto del Comune è con il concessionario, prima Ades, da lunedì Barbara B. Il Comune, una volta affidata la concessione, svolge attività di controllo sulla qualità dei servizi garantiti. Ed è ovvio che vigileremo anche sulla regolarità dei contratti».
Sul fronte del personale, l’assessore Lugli fa notare che la clausola di salvaguardia prevista dal bando si riferisce a quattro lavoratori dipendenti a tempo indeterminato di Ades: «I dipendenti Cfp hanno invece un contratto con la stessa Cfp. La loro rivendicazione nei nostri confronti, dunque, non ha fondamento». —
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