Valli del Cimone arrivano ai Comuni nuove ingiunzioni
SERRAMAZZONI
Un altro doppio colpo di scena nella turbinosa vicenda del maxi debito lasciato dal consorzio di promo-commercializzazione Valli del Cimone, per cui va avanti da tempo un braccio di ferro tra il liquidatore Corrado Cavallini e i Comuni che non vogliono pagare. Tanto che, lo si ricorderà, la questione è finita davanti al Tribunale delle Imprese di Bologna, che ha emesso pesanti decreti ingiuntivi.
La prima novità è che, su richiesta degli stessi Comuni, quei decreti sono diventati carta straccia perché lo stesso tribunale, di fronte ai rilievi mossi dal legale incaricato, ha riconosciuto di non essere competente specifico per la materia.
Ma anziché darsi per vinto Cavallini, assistito dall’avvocato Enzo Quattrini, ha ripresentato le stesse istanze al Tribunale ordinario di Modena. Che in questi giorni ha tornato a emettere gli stessi decreti ingiuntivi tramite diversi giudici. In particolare ieri Giuseppe Pagliani ne ha emesso uno nei confronti del Comune di Serra che potrebbe cambiare tutte le carte in gioco. Non tanto per la cifra richiesta al Comune, 8.745 euro, ma per il fatto che, a differenza dei decreti emessi dai colleghi, questo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo. Bisogna cioè pagare, in base a un atto che costituisce titolo. E così potrebbe avvenire per i decreti ingiuntivi pesanti, da 112mila euro e passa, che devono ancora essere emessi nei confronti dell’Unione e del Comune di Pavullo. «Il giudice ha dichiarato il decreto subito esecutivo perché in base all’articolo 642 del Codice di procedura civile si tratta di credito fondato su atto pubblico - spiega Cavallini - e di questa considerazione, maturata dopo un’attenta lettura di tutti gli atti, si dovrà tener conto nell’emanazione degli altri decreti». —
D.M.
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