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Negro: «Mirandola autonoma Dialogo? Noi non fuggiamo»

Negro: «Mirandola autonoma Dialogo? Noi non fuggiamo»

Il leader del centrosinistra replica a Golinelli: «Lui ha iniziato la guerriglia Noi tuteliamo servizi e cittadini, siamo pronti a fondare un’Unione a otto» 

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MIRANDOLA

Le bordate di Guglielmo Golinelli sull’Unione e la Mirandolaexit vengono raccolte d Paolo Negro, capogruppo del centrosinistra in Area Nord.

Golinelli dice che è disposto a costruire invece di litigare, ma a patto che Mirandola esca dall’Unione…

«È dal primo giorno che diciamo che bisogna confrontarsi e non fare atti unilaterali. Mirandola vuole uscire? Pensiamo che ls scelta faccia del male a Mirandola e alla Bassa ma non ne discutiamo l’autonomia. Discutiamo la procedura e la pretesa di Mirandola e Golinelli di dare le carte e di fare tutte le parti in commedia».

Intanto però avete fatto ricorso al Tar.

«È stato un atto di autotutela, a vantaggio degli stessi consiglieri di centrodestra, stante la mole di pareri negativi. Non è in discussione il diritto di Mirandola di recedere, ma le procedure devono essere corrette. Rimane il punto politico: bisogna tutelare l’interesse di tutti i Comuni e cittadini destinatari dei servizi. Questo è il fine del ricorso, non quello di trattenere Mirandola a forza».

È proprio su questo che Golinelli insiste, sostenendo che l’Unione era fallita.

«L’Unione a nove andava riformata, non c’è dubbio. Loro però stanno provando ad affossarla, scaricando sugli altri Comuni la loro incapacità di governare situazioni complesse e dialogare. Golinelli ha scelto la via del “muoia Sansone con tutti i filistei”, colpendo gli interessi degli stessi Comuni di centrodestra».

La Lega si difende accusando ritardi della presidenza.

«Ridicolo: si sono fatti del male da soli e cercano di giocare a “scarica barile”? La presidente Lisa Luppi si è comportata, come sempre, con correttezza e serietà, mettendo al centro gli interessi di cittadini e istituzioni. Tanto che le delibere bocciate dalla Lega erano state approvate da tutti i sindaci, anche di centrodestra».

Golinelli sostiene che il vulnus è che è mancata la volontà di arrivare alla fusione dei Comuni. Anche nel suo partito c’è chi la pensa così.

«È un modo di ragionare stupefacente: siccome non riusciamo ad andare a Milano, allora non arriviamo nemmeno a Modena. Per noi la fusione è un orizzonte possibile ed anche per questo, perché crediamo nella collaborazione fra i Comuni, costruiremo un’Unione a otto. M non vedo alcun Comune della Lega slanciarsi verso l’obiettivo della fusione».

A riprova delle criticità dell’Unione Golinelli adduce incapacità di parlare con una voce sola su ricostruzione post sisma e Cispadana.

«È agli atti che l’Unione è stato il luogo della sintesi politica sia sulla Cispadana che sulle grandi scelte della ricostruzione: nessun Comune è andato in ordine sparso a trattare».

Quindi accoglierete la richiesta di Golinelli di costruire e non litigare?

«È lui che ha dato il via agli scontri e iniziato la guerriglia. Se ora capisce che non è il “padre padrone” della Bassa e che deve cambiare strada, noi siamo pronti, come lo eravamo nei mesi scorsi». —



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