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Prostituzione, piaga infinita «Togliamo le donne di strada»

Elena Pelloni
Prostituzione, piaga infinita «Togliamo le donne di strada»

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La tratta e la prostituzione sono due realtà che appartengono anche al nostro territorio molto più di quanto non si pensi. Lo sa bene il Comune di Castelfranco che giovedì sera ha promosso un webinar sull’argomento, mediato dall’assessore al Welfare, Nadia Caselgrandi. Tanti i punti trattati riguardo allo stato dei lavori, avanzato dalla rete territoriale operante nel settore.

«Siamo da poco entrati nel quindicesimo anniversario della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani e pensiamo che sia importante riprendere in mano temi che sono fondamentali sia per i soggetti coinvolti sia per tutta la nostra comunità - esordisce l’assessore Caselgrandi - una delle forme più visibili e sotto gli occhi di tutti, quando si parla di sfruttamento e commercio di esseri umani, è la prostituzione. Fenomeno che coinvolge sia uomini che donne e che è lampante quando si attraversa, ad esempio, il nostro tratto di Via Emilia».

A tratteggiare il quadro sull’attuale stato delle cose ci ha pensato Tatiana Hincu, responsabile provinciale del progetto regionale “Oltre la strada”: «siamo attivi a livello regionale dal 1997 e ci tengo a sottolineare che è proprio la Regione ad essersi fatta promotrice di questi tipi di azioni».

Due sono i principali canali con cui le persone straniere vengono portate con l’inganno o la coercizione nel nostro territorio per essere sfruttate: «con il termine traffico si intende il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: le associazioni criminali offrono, a pagamento, il trasporto di un migrante in un determinato Paese - chiarisce Tatiana Hincu - con la tratta si ha un reclutamento nel Paese di origine, mediante l’esercizio di violenza o inganno. La persona vittima di tratta, una volta privata dei propri documenti di identità, viene ridotta in schiavitù e fatta oggetto di compravendita».

Tra i territori di Modena e Castelfranco è attiva da anni l’unità di strada di OLS - Oltre la strada. «Effettuiamo due uscite settimanali, una notturna e una diurna, perché nel territorio di Modena abbiamo molte “sex-worker” che operano anche di giorno», commenta Gianluca Amadei, operatore di OLS e “Invisibile”. Oltre a consegnare presidi di sicurezza, contro le malattie veneree e sessualmente trasmissibili, in tempo di Covid sono stati consegnati anche mascherine e gel igienizzanti. «Ma diamo anche la possibilità di usufruire di accompagnamenti sanitari di prevenzione, tramite l’Usl - prosegue Amadei - azioni che non hanno l’intento di essere assistenziali ma che sono volte a far crescere nella persona una certa stima e consapevolezza, come primo passo per riprendere contatto con la propria vita e con la società».

Quattro sono le principali provenienze delle persone entrate nelle azioni di “mappatura” dall’unità di strada di Modena: «Nigeria, Bulgaria, Albania/Romania e Sud America. Oltre il 40 per cento, comunque, proviene dall’est Europa».

Le azioni di mappatura, fondamentali per procedere con i piani di recupero, vengono effettuate anche telefonicamente, sfruttando gli annunci on-line. «L’intento principale, comunque, rimane quello di creare un approccio, un “aggancio” per cercare di togliere queste persone dalla strada e inserirle in programmi di recupero», conclude l’operatrice Benedetta Zanni.

L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, rappresentata da Irene Ciambezzi al webinar, mette a disposizione i propri locali per proteggere e inserire in piani di recupero chi cerca di uscire dai circuiti di tratta e sfruttamento. —

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