Arrestato l’incubo di negozi e farmacie
Al 25enne calabrese che fracassava le vetrine usando i tombini i carabinieri contestano 23 colpi tra Spilamberto e Vignola
SPILAMBERTO
Ne ha fatte tante che alla fine ha fatto l’errore fatale che lo ha tradito. Così è finito in manette un pregiudicato calabrese, Antonino C. di 25 anni, a cui è stato consegnato il provvedimento del giudice proprio in carcere. Il giovane è accusato di aver messo a segno 17 furti aggravati dal novembre 2018 al settembre 2019 a cui se ne aggiungono altri 6 confermati anche grazie ai riscontri scientifici forniti dalla Sezione Impronte e dalla Sezione Biologia dei Ris di Parma.
L’uomo infatti si trova nel carcere di Ancora per altri reati e non si è stupito quando ha visto arrivare i militari che gli hanno notificato l’arresto disposto dal Gip Andrea Scarpa dopo la segnalazione della Procura e del pm Katia Marino.
Tra i suoi bersagli la sala slot Terrybell a Vignola, il bar Kaos, le farmacie Violi di Spilamberto e quella di San Vito, il Chicco d’Uva, il Deniz Kebab, il circolo Arci, Lidl, il Market Bio di Spilamberto e altri.
Eppure il “tombinaro”, com’ era stato ribattezzato il ladro delle tabaccherie che ha compiuto “spaccate” in serie tra Spilamberto e Vignola, finora era riuscito sistematicamente a farla franca.
La sua sicurezza derivava dalla tecnica e dagli accorgimenti che aveva ideato per evitare di essere notato. Agiva sempre di notte, con felpa e cappuccio a coprirgli il viso in modo da non essere riconosciuto dalle telecamere. E poi, questione non secondaria, raggiungeva in bicicletta i suoi bersagli: niente targa, niente complici, nessuna visibilità. E se fosse stato fermato sarebbe risultato pulito visto che addosso non aveva armi o altri strumenti di scasso. La sua mazza ferrata, per così dire, era costituita dai tombini di ghisa che prendeva dalle caditoie a terra e che lanciava al centro delle vetrate.
Ridotti in vetri in frantumi l’uomo entrava e arraffava quello che c’era: il fondo cassa, i Gratta e Vinci, i valori bollati. Massimo un minuto all’interno e poi via. Gli obiettivi dei raid erano distributori automatici, lavanderie automatiche, barberie, negozi di alimentari, farmacie, tabaccai, bar, supermercati ed altro. Il bottino, a seconda dei bersagli presi di mira di volta in volta, erano anche sigarette, soldi contanti, detersivi, farmaci costosi.
Chi avrebbe notato un e soprattutto fermato un ciclista che pedalava lentamente nella notte? Ma con pazienza, un fotogramma dopo l’altro, i carabinieri di Spilamberto, hanno messo insieme le tessere del mosaico e sono arrivati a identificarlo. La corposa raccolta di prove, che fa il paio con gli arresti in flagranza in cui i militari erano anche rimasti feriti, è stata messa a disposizione del magistrato e di qui è partito l’ordine di cattura.
Molto spesso i danni causati ai agli esercizi commerciali sono stati di migliaia di euro; valori molto superiori alle poche centinaia di euro del bottino. E dire che il giovane era già stato fermato e arrestato, e messo ai domiciliari, per alcuni colpi. Ma lui anzichè restare in casa, usciva per fare i suoi colpi. —
S.C.
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