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Attenzione ai tamponi oltre al contact tracing

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L’Emilia Romagna, e l’intera Italia, sul tema dei test per la verifica sulla positività o meno al Coronavirus hanno compiuto, in questi mesi, passi da gigante. Se in regione, ad esempio, si è passati dai circa 200 tamponi di inizio marzo a una media di quasi 4mila di ottobre - ma con punte giornaliere di oltre 6 mila test - a livello nazionale si è superata, in più occasioni, la soglia dei 200mila esami quotidiani, quasi sette volte più la media giornaliera della scorsa primavera.

La capacità di fare diagnosi e di verificare i contatti dei positivi, inoltre, è ritenuta ancora fondamentale da parte del ministero della Salute che, ovviamente, tiene in considerazione anche questi parametri per completare il giudizio sui territori e decidere in quale fascia - gialla, arancione oppure rossa - inserire le regioni italiane. Il governo richiede espressamente, infatti, di conoscere la percentuale di tamponi positivi escludendo, per quanto possibile, tutte le attività di screening generale e le operazioni di re-testing dei soggetti già risultati positivi al Coronavirus, complessivamente e dividendoli per macro settori intesi come territorialmente, al pronto soccorso, in ospedale e dividendoli per mese.

Particolare importanza, inoltre, viene riservata alle operazioni di tracciamento, dal momento che nei 21 criteri trova spazio anche la valutazione relativa al numero e alla tipologia di figure professionali e al rapporto tempo-persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing e ai casi confermati per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti. —

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