Gioco, ricorsi al Tar contro l’ordinanza
Tre aziende del settore del gioco hanno presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza comunale che limita gli orari di apertura.
«Nel caso di Carpi la nuova disciplina oraria per le sale slot e Vlt istituisce un regime orario molto più restrittivo - afferma l’avvocato Filippo Boccioletti, che difende aziende del settore in tutta Italia - La società incassa meno, questo significa che dovrà licenziare dipendenti. E se non si gioca lì, lo si fa on line o dai tabaccai. C’è una giurisprudenza che lo dimostra. Inoltre, è prevista una chiusura massima per sei ore nell’arco della giornata».
«Quello che non si può dire è che con le tasse sul gioco si mantengono la sanità e la scuola - riprende il legale - Si manifesta, dunque, il caso in cui Regioni e i comuni che non partecipano alla divisione delle tasse osteggino il gioco, mentre lo Stato spinge a favore. Inoltre, dopo 10 minuti dall’entrata in vigore dell’ordinanza, nel caso della società che difendo, sono arrivate le forze dell’ordine con solerzia».
«Al Tar - conclude l’avvocato Boccioletti - abbiamo chiesto l’annullamento della nuova disciplina oraria. Stiamo ancora valutando l’istanza di sospensiva. Andremo, poi, davanti al giudice civile a impugnare i singoli verbali delle sanzioni inflitte, per qualche migliaia di euro. Manca tutela nei confronti di aziende che, come queste, operano in modo legittimo, pagando le tasse fino all’ultimo. Ci vorrebbe un po’ più di cautela prima di applicare provvedimenti come quello di Carpi». —
S.A.
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