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Verifiche sul numero di casi ma anche dei nuovi focolai

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Non è un criterio che può valere, oggettivamente, sempre, e in particolar modo in un periodo in cui gli asintomatici - a livello percentuale - sono la stragrande maggioranza dei nuovi positivi, ma è chiaro che l’andamento della curva epidemiologica riveste comunque un dato importante all’interno dei parametri di valutazione decisi dal ministero della Salute per classificare le regioni in base all’indice di rischio.

In particolare, tra i 21 criteri imposti dal governo, trova spazio il numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni della pandemia e quello dei contagi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data di inizio dei sintomi rapportato al totale di positivi con sintomi comunicati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo preso in considerazione.

Attenzione, poi, al numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio oppure di residenza, sempre raffrontato con il totale di positivi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo preso in considerazione. Non banale ai fini dello screening - tanto che alcuni Paesi come la Francia ne comunicano il numero ufficialmente ogni sera - è anche il criterio che porta alla valutazione interna del numero di nuovi focolai di trasmissione, inteso come la relazione tra due oppure più casi epidemiologicamente collegati tra loro, oppure come un aumento inatteso nel numero di contagi in un tempo e luogo definito. Ieri i nuovi contagi in regione sono stati 2007, con un rapporto del 9,9% sui tamponi effettuati. —

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