«Feriti due agenti davanti a Sant’Anna Ora tolleranza zero»
Il sindacato della polizia penitenziaria Sappe protesta e chiede accertamenti su chi ha sparato i fuochi di artificio
Un agente ferito in testa e uno alla gamba. Per il primo tre giorni di prognosi e per il secondo sette giorni. È questo il bilancio dei petardi e fuochi di artificio lanciati contro la polizia penitenziaria ad opera di attivisti del mondo antagonista avvenuta sabato sera davanti a Sant’Anna. Una manifestazione che non si sa neppure se fosse autorizzata o meno e che - a differenza di quella pacifica di piazza Grande avvenuta poche ore prima ad opera di collettivi di sinistra e associazioni per i carcerati - si è manifestata violenta.
Erano una cinquantina i manifestanti che si sono radunati quando etra ormai buio nel piazzale di Sant’Anna all’ingresso della casa circondariale. Con un megafono qualcuno ha incitato i detenuti a ribellarsi di nuovo. La manifestazione voleva infatti essere una commemorazione della rivolta dell’8 marzi e un ricordo dei nove morti di Modena ma l’intento era tutt’altro che di semplice testimonianza. L’incitamento a ribellarsi in carcere è infatti proseguito al punto che sono usciti alcuni agenti della polizia penitenziaria. A quel punto alcuni partecipanti al raduno hanno lanciato dei fuochi d’artificio ad altezza uomo contro gli agenti della penitenziaria colpendone due, mentre proseguiva anche il lancio petardi i cui botti si sentivano anche a distanza in altri punti di Modena. Gli agenti sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso dove sono stati medicati e ora si trovano in convalescenza. Oggi dovrebbe essere inviato un rapporto alla Procura, mentre ci si interroga sulla natura di questa manifestazione: era autorizzata dalla Questura?
Duro il commento del sindacato della polizia penitenziaria: «È davvero grave quello che è accaduto – affermano Giovanni Battista Durante e Francesco Campobasso, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale del Sappe, e sarebbe opportuno verificare se queste persone erano autorizzate a tenere la manifestazione nei pressi di un luogo come il carcere e se sono state rispettate le regole previste dall’ultimo Dpcm sulle manifestazioni. Siamo sicuri – proseguono i rappresentanti del sindacato della polizia penitenziaria – che le autorità stiano facendo gli accertamenti dovuti, chiediamo tolleranza zero nei confronti dei violenti». —
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