Inchiesta su Cardiologia Tutti assolti in appello: non ci fu alcun reato
A otto anni dagli arresti del Policlinico ribaltate le sentenze di primo grado Sangiorgi non era il capo del gruppo di sperimentazione occulto sui pazienti
Otto anni dopo, tutti assolti. Non c’è stata nessuna associazione a delinquere dentro Cardiologia, secondo la Corte d’Appello di Bologna, né corruzione ma al massimo un solo caso di abuso d’ufficio, ora prescritto. Non ci sono state sperimentazioni abusive condotte sulla pelle di pazienti cardiopatici ignari per trarre lucro dalle case biomedicali e mettere i soldi illeciti in due onlus. Niente di tutto questo è emerso ieri dal ribaltone in secondo grado fondato per ora solo sulla insussistenza dei fati contestati e che verrà motivato nelle prossime settimane. Lo scandalo del Policlinico chiamato “Camici sporchi”, iniziato proprio la mattina di otto anni fa con 9 arresti di medici e 70 denunce è finito con un pungo di mosche. Nessuna accusa della Procura in base alle sole indagini dei Nas di Parma - non furono disposte consulenze medico-specialistiche su episodi che pure coinvolgevano cardiologi di alto livello - ha prodotto una sola prova certa di colpevolezza. Seguendo il destino della professoressa Maria Grazia Modena, allora direttrice della Struttura complessa del Policlinico (assolta in appello e in cassazione), ora anche i suoi colleghi sono stati assolti. Per primo il professor Massimo Giuseppe Sangiorgi difeso dagli avvocati Francesco Muzzioli di Modena e Francesco Bergamini di Roma, astro nascente della cardiologia nazionale accusato di essere il “deus ex machina” delle sperimentazioni illegali di stent. Assolto e prescritto dall’abuso d’ufficio, come annuncia soddisfatto l’avvocato Muzzioli, reato inizialmente rubricato come corruzione. Per lui la fine di un incubo tra carcere e isolamento professionale. Assolti gli altri cardiologi di Emodinamica che dipendevano da lui: Giuseppe Biondi Zoccai, 45enne, dal 2018 professore associato in cardiologia presso l’università La Sapienza di Roma. Poi il dottor Alessandro Aprile, 43enne all’epoca specializzando in Cardiologia, oggi dirigente medico ad Ancona.
Anche un altro specializzando in Cardiologia, il dottor Luigi Politi, 41 anni, pugliese, oggi a Rho. E anche il dottor Fabrizio Clementi, 48 anni, cardiologo romano. E poi dodici case biomedicali, alcune multinazionali, con i loro responsabili legali e i loro informatori: Artech di Cavezzo, Boston Scientific, Invatec Italia, EurocorSvelte Medical, Medtronic, Biosensor Europe, Endotech, ClearStream Technologies, Atrium, Volcano, Cid. Tutte assolte a pieno titolo. In appello erano rimasti dodici dei 25 imputati iniziali: le figure condannate in primo grado. Con Sangiorgi presente in udienza alla lettura della sentenza del Collegio modenese, nel novembre 2017 erano stati inflitti sei anni e mezzo di carcere compresa una interdizione perpetua da pubblici uffici. Due anni e otto mesi a Giuseppe Biondi Zoccai, due anni e dieci mesi ad Alessandro Aprile, due anni e otto mesi a Luigi Politi. Condanne anche per i dirigenti di Artech e Eurocor, anche loro assolti. In attesa delle motivazioni, oggi si può solo dire che secondo i giudici in Emodinamica al Policlinico non è avvenuto nulla di illegale, soprattutto ai danni dei pazienti. Sono risultate infondate le accuse nei dossier iniziali inviati in Regione.
Commenta Antonio Carino, partner dello studio milanese Dla Piper e avvocato di Medtronic: «Dopo oltre 8 anni di ingiusto calvario giudiziario, finalmente una Corte di Appello attenta e competente ha riconosciuto l’assoluta infondatezza delle accuse mosse dalla Procura a tutti gli imputati e, di conseguenza, è stata spazzata letteralmente via la sentenza di primo grado priva di qualsiasi consistenza ».
Ieri nessun commento dalla Procura. —
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