«Gestione dei crediti molto redditizia che ci ha consentito di pulire il bilancio»
«La parte commerciale dà soddisfazioni creando le basi per liberarci degli Npl e rientrare fra gli istituti virtuosi»
Stefano Turcato
Banca piccola ma molto radicata nel territorio. È il motivo ricorrente nelle parole dei dirigenti di Sanfelice 1893 Banca Popolare, parole che evidentemente devono avere un fondamento se tuttora questo istituto di credito modenese, l’unico dopo Bper perchè Bsgsp appartiene a Banco Bpm, si colloca sul mercato con notevole capacità di resilienza dopo i colpi del sisma 2012, della grave crisi del sistema bancario e ora della pandemia.
Con il direttore generale Vittorio Belloi abbiamo voluto fare il punto sulla situazione della banca di San Felice nel momento in cui si appresta a varare il Piano industriale 2021 - 2023.
«Negli ultimi due-tre anni - dice Vittorio Belloi - la banca ha scelto un indirizzo diverso rispetto al passato seguendo due filoni principali. Uno riguarda l’ambito commerciale, basato su un rapporto fiduciario con la clientela sui nostri territori, che ci ha portati a migliorare in misura sostanziale la nostra qualità del credito. L’altro filone è relativo al patrimonio, i cui indicatori sono cresciuti oltre il 2,5% a conferma di una solidità che rimane un nostro punto di forza significativo».
La gestione dei crediti, la cosiddetta gestione caratteristica di una banca, vi ha consentito di potervi ora collocare fra gli istituti di credito virtuosi.
«La parte commerciale ci ha garantito buona redditività e ci ha messi nelle condizioni di poterci dedicare con profitto alla riqualificazione degli attivi di bilancio. Abbiamo ceduto crediti deteriorati, i cosiddetti Npl, in misura importante: gli ultimi 10,8 milioni nell’ottobre scorso. L’indicatore dell’incidenza dei crediti deteriorati sul totale è passato da 8,9% di dicembre 2019 a 6,5% e questo ci posiziona fra i virtuosi in termini di qualità degli attivi».
Non vi hanno indebolito neppure gli effetti negativi del contagio da Covid-19.
«Sanfelice1893 ha adeguato immediatamente le rettifiche su crediti tenendo conto degli scenari futuri, pesantemente condizionati dalla pandemia da Covid-19 - chiarisce Belloi - Il principale impatto dell’emergenza sul conto economico è infatti dipeso dall’aggiornamento delle stime macroeconomiche future, che si riflettono in un aumento delle perdite attese su crediti in bonis, con effetto significativo sul risultato della semestrale. Già al 30 settembre, in ogni caso, la gestione caratteristica e il contributo dell’attività di intermediazione in titoli di proprietà hanno consentito di recuperare questa componente dovuta a fattori esterni e dipesa in maniera particolare dalla pandemia Covid-19, riportando l’utile consolidato in territorio positivo».
In un passato recente dai vertici della banca era stato confermato un certo interesse per possibili aggregazioni future.
«Confermo - risponde il direttore generale Belloi - che tuttora la banca è intenta a valutare, attraverso la collaborazione con advisor qualificati, opportunità possibili in questa direzione. Per la banca tradizionale è possibile sostenere i costi di regolamentazione soltanto con una dimensione adeguata: è per questo motivo che nel prossimo futuro le possibili soluzioni aggregative potranno riguardare fusioni tra banche di dimensioni analoghe alla nostra».
A fine anno sarà pronto il Piano 2021 - 2023.
«Sarà un Piano in cui dovremo intervenire ulteriormente sui costi, oltre che fronteggiare l’impatto che la pandemia continuerà ad avere sulle attività economiche».
Anche il presidente della banca Flavio Zanini chiarisce quali siano le prospettive dell’istituto.
«I riflessi della pandemia non sono ancora pienamente espressi: ci sarà un recupero delle attività per i settori meno penalizzati, ma il calo della redditività sarà trasversale a tutti - ha dichiarato Zanini - E anche gli istituti di credito non saranno dispensati. Per questo Sanfelice 1893 si sta concentrando su due fronti: la qualità degli attivi, per mettersi al riparo dai riflessi che questo nuovo lockdown avrà sull’economia. E poi incrementando i ricavi da servizi e continuando ad agire sui costi. I fondamentali sono di tutto rispetto e consentono di poterci focalizzare sul miglioramento dell’economicità del nostro istituto, per reagire al calo fisiologico che avranno consumi e investimenti». —
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