Modena. Servono altri infermieri, l’università anticipa le lauree «Più medici a domicilio»
La situazione sanitaria ha imposto, come a marzo, decisioni rapide La Regione ha anche chiesto alle Ausl di potenziare le Usca
la scelta
Le Aziende sanitarie di Modena e Reggio Emilia hanno chiesto all'Università di mettere al più presto a disposizione nuovi laureati in Infermieristica, per fronteggiare l'impennata di contagi dovuti a Covid-19, e Unimore ha deciso di anticipare, come nella primavera scorsa, le sedute di laurea che avrebbero dovuto tenersi nella sessione autunnale. Così oltre cento laureandi e laureande (62 nella sede di Reggio e 40 in quella di Modena) discuteranno le proprie tesi entro novembre per diventare 'Dottore in Infermieristicà. Si inizia oggi con le discussioni online delle tesi dei primi 48 candidati della sede reggiana. Entrambi i corsi hanno già in programma di tenere altre sessioni di laurea straordinaria nel mese di dicembre. «Come già nel corso della prima ondata epidemica - spiega Daniela Mecugni, presidente del corso di laurea di Reggio Emilia - abbiamo cercato di dare il nostro contributo nel rispondere all'emergenza con l'immissione nel mondo del lavoro di laureati e laureate preparati e di qualità. Tutti hanno completato il percorso di studi con successo, sostenendo lezioni online, laboratori e tirocini in presenza».
«La seconda ondata del Covid - sottolinea l'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini - è un'onda molto elevata e nonostante uno sforzo che credo sia unico a livello nazionale gli ospedali sono oggi in una situazione di grande criticità».
Eppure le Usca, il vanto della prima ondata (l'Emilia-Romagna fu la prima a formare i team di medici e operatori per cacciare il virus “casa per casa”), si sono ridotte a 60. Come ha spiegato ieri Donini al question time, ce ne sono infatti sei attive a Piacenza, quattro a Parma, 12 a Reggio Emilia, sette a Modena cinque a Bologna, tre a Imola, cinque a Ferrara e 18 in Romagna. Ma non bastano: per questo Donini ha chiesto alle aziende di «aumentare il numero e le prestazioni». «Tenuto conto del perdurare della fase emergenziale - riferisce l'assessore in aula - l’assessorato ha sollecitato le aziende Ausl ad investire ulteriormente sulle Usca al fine di rispondere con più puntualità alle esigenze della comunità cittadina».
Fuori degli ospedali, ha ricordato ancora l'assessore nella sua risposta in aula, ci sono anche gli ambulatori mobili. La novità però «è l'accordo con i medici di medicina generale, attualmente coinvolge 358 medici e 62 operatori sanitari che hanno erogato complessivamente 86.438 prestazioni a domicilio». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

