Hera, nei primi 9 mesi un calo dei ricavi ma cresce l’utile netto
Il Cda del Gruppo Hera ha approvato ieri il resoconto trimestrale dell’azienda multiservizi, che consolida i primi nove mesi dell’anno con un miglioramento dei principali indicatori economici rispetto allo stesso periodo del 2019, superando gli impatti dell’emergenza Coronavirus. «I risultati positivi - dice l’azienda - sono in linea con la crescita prevista nel Piano industriale al 2023, anche grazie alle operazioni di allargamento del perimetro e agli investimenti per la resilienza e la sostenibilità».
Tra i dati principali dei primi nove mesi 2020 si segnalano il margine operativo lordo a 806,2 milioni (+2,6%), l’utile netto a 244,7 milioni (+1,1%), la posizione finanziaria netta stabile a 3,284 miliardi, una solida base di oltre 3,3 milioni di clienti nei settori energy, in forte crescita grazie all’operazione con Ascopiave. Agli azionisti sono stati distribuiti come previsto dividendi per oltre 150 milioni. «Le operazioni di acquisizione - aggiunge la società - insieme a una crescita organica sostenuta da efficientamenti e investimenti, hanno rappresentato il principale volano di crescita per il gruppo. Prima fra tutte, la recente partnership con Ascopiave, consolidata a inizio anno, che attraverso Estenergy ha dato vita al maggior operatore “energy” del Nord-est».
Nei 9 mesi i ricavi ammontano a 4,9 miliardi, rispetto ai 5 miliardi dello stesso periodo 2019. Su questo risultato hanno inciso riduzione dei ricavi delle attività di trading, produzione e vendita di energia elettrica e gas, minor prezzo delle commodity, minori volumi venduti e servizi di gestione calore e teleriscaldamento. A mitigare gli impatti negativi diversi fattori tra cui le variazioni di perimetro e l'aumento dei ricavi regolati energy. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
