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La Mirandola exit divide la piazza

Mattia Cocchi
La Mirandola exit divide la piazza

«I cittadini hanno votato la Lega quindi va data fiducia» «Scelta poco illuminata». «Sono curioso degli effetti» 

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mirandola

Ha avuto inizio nel giugno scorso, a pochi giorni dalla fine del lockdown, il processo della Mirandolexit, portato avanti dall’amministrazione Greco al fine di uscire dall’Unione dei Comuni modenesi dell’Area Nord. La decisione ha creato sgomento negli altri otto paesi e ha diviso l’opinione pubblica dei mirandolesi. Attualmente la situazione è stata congelata dal Tar fino a febbraio 2021 dopo il ricorso fatto dai comuni e supportato dalla Regione ma nel giro di un mese il Consiglio di Stato dovrà esprimersi sul ricorso che la Giunta dei Pico ha inoltrato per cancellare la sospensiva e dirigersi con decisione alla “exit”, fissata al 1 gennaio.

Ma cosa ne pensano i cittadini di Mirandola? «Quando sono stati chiamati alle urne, i cittadini di Mirandola hanno votato la Lega, la Lega ha deciso di uscire dall’Unione quindi ora dobbiamo essere consapevoli di quelle che saranno le conseguenze di questa scelta» dice Fabrizio Rinaldi mentre fuma una sigaretta e legge il giornale.

Santina Ferrari passa tutte le mattine in piazza Costituente con la sua bici. Dopo la notizia del momentaneo stop a Mirandolexit cerca di capire le motivazioni che hanno determinato la scelta dell’amministrazione: «Se si spendono molti soldi per gli altri Comuni e per mantenere l’organizzazione, tanto vale che Mirandola stia per conto suo».

Il signor Claudio è di fretta ma la sua opinione in merito è chiara: «Se le idee all’interno dell’Unione sono diverse evidentemente non ci sono molte alternative da percorrere».

Di fronte al bar del teatro si fermano tutte le mattine a chiacchierare un gruppo di signori mirandolesi che parlano del più e del meno cercando di non pensare alla crisi degli ultimi mesi. Tra loro c’è Gianni Costa che analizza la situazione di Mirandolexit: «I mirandolesi sono divisi, non tutti i sostenitori dell’amministrazione Greco sono soddisfatti di questa scelta, come anche chi non l’ha votato. Io mi guardo intorno qui in piazza e per le vie del centro e non vedo più vigili. Il conferimento comune dei servizi era un buon modo per tutelare i cittadini e per agire insieme, si sa l’unione fa la forza, ma una volta che il processo di uscita sarà terminato non sono sicuro che le cose andranno meglio».

Anche Aldino Gavioli è critico rispetto all’uscita attualmente sospesa: «Non è stata una scelta molto illuminata dal mio punto di vista, tuttavia rispetto la scelta dei cittadini mirandolesi che hanno eletto Greco e conseguentemente le sue idee».

Nel frattempo la spaccatura tra Mirandola e il resto dell’Unione è palese in ogni passaggio formale anche quello legato alle nuove assunzioni di personale. Non a caso, anche martedì sera, Guglielmo Golinelli, in Consiglio, ha rivendicato il diritto di “sapere quali siano i Comuni presso cui vengono assunte le nuove figure”. Una frase che estrapolata ha poco senso, ma se inserita nel piano dell’exit diventa fondamentale per sapere su quali e quanti addetti municipali Mirandola e l’Ucman potranno fare affidamento. Sempre a patto che il Tar non blocchi tutto, rinviando a tra qualche anno i piani indipendentisti. —

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