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Nasce il condominio solidale dedicato alle persone fragili

Stefania Piscitello
Nasce il condominio solidale dedicato alle persone fragili

L’edificio di via Cappella al centro di un progetto da oltre 800mila euro Il Comune(con 574mila) e la Coop Gulliver a braccetto per realizzarlo

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MARANELLO

A Maranello, in via Cappella, c’è un fabbricato ottocentesco che ha una storia lunga alle spalle, una storia a cui sta per aggiungersi un nuovo capitolo. Fino a una quindicina di anni fa, l’immobile apparteneva all’Opera Pia Stradi che poi lo ha donato al Comune col vincolo, posto dalla Regione, che venisse usato per tematiche sociali. L’edificio, prima ancora che l’Opera Pia lo donasse al Comune, era già in concessione a un ente che si occupava di attività con persone disabili: tale concessione, però, è scaduta lo scorso anno. A chi riaffidare il tutto? Problema non da poco, visto che l’immobile è tutto da risistemare, per un costo stimato di circa 800mila euro. Il Comune ha partecipato a un bando di rigenerazione urbana, ottenendo un finanziamento di 574mila euro per la rigenerazione del fabbricato e dei terreni che lo circondano. Sempre il Comune, si è impegnato a porre il cofinanziamento locale pari al 30% del costo complessivo a carico di privati: la Cooperativa Sociale Gulliver, che si è aggiudicata il bando di concessione di valorizzazione, ci metterà quindi 246mila euro e verserà un canone di 15mila euro l’anno per 15 anni. Totale dell’intervento 820mila euro, per un progetto ambizioso. Sì, perché in via Cappella sorgerà un “condominio solidale”, che darà una nuova speranza a persone con fragilità di vario tipo, magari non pienamente autonome, che tra quelle mura, seguite dagli operatori di Gulliver, potranno trovare un modo per emanciparsi. Anziani, disabili, padri separati, donne in difficoltà, ragazze madri: non è ancora stato definito chi verrà accolto in questa particolare forma di co-housing. Certo è che, queste persone, potranno aspirare a un po’ più di indipendenza rispetto a quella a cui sono normalmente abituate: «Molte cose andranno definite nella fase di progettazione – spiega l’assessore con delega ai servizi sociali Daniela Ottolini – e potrà emergere qualcosa anche alla luce del Covid. Potrebbero essere ospitate, ad esempio, persone che hanno bisogno di un alloggio e che potranno fare un percorso all’interno della struttura. L’intento è accompagnarle a una vita autonoma. Questo progetto può essere un supporto in un momento di difficoltà in seguito al quale la persona riparte, trovando la propria dimensione». Un condominio davvero speciale, perché i residenti, vivendo a stretto contatto, diventeranno come una grande famiglia, impareranno a vivere insieme e a confrontarsi. «La dimensione di condivisione e di socialità - aggiunge l’assessore – è uno degli strumenti che li potrà aiutare a recuperare autonomia». Verranno realizzati sei alloggi in un contesto con un’area comune, uno spazio verde attrezzato, una lavanderia; ci sarà naturalmente anche la cucina, in cui gli ospiti potranno mangiare insieme. Per cominciare a essere indipendenti. O ricominciare a esserlo. A piccoli passi, sempre seguiti da qualcuno. Ma per provare a spiccare il volo con le proprie ali, un giorno. —

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